Dopo 20 anni

Ugento, nuovo giallo sulla scomparsa di Roberta, le sorelle: «Vogliamo verità e giustizia»

Il caso Martucci, per le sorelle: «Ci sono tracce che portano ad un sospettato»

Roberta martucci

LECCE - Le fiaccole illuminano le strade di Torre San Giovanni per ricordare Roberta Martucci nel ventesimo anniversario della sua scomparsa. Lunedì sera un corteo silenzioso ha percorso le vie della marina di Ugento con in testa due grandi striscioni con la foto di Roberta e, a caratteri cubitali, la richiesta di verità e giustizia. Alla manifestazione, che è partita da via Monte Everest (vicino all’abitazione da cui, la sera del 20 agosto 1999, la giovane si è allontanata senza più fare ritorno) e si è conclusa in piazza del porto, hanno partecipato un centinaio di persone. Oltre ai rappresentanti dell’associazione “Penelope Puglia”, che ha organizzato l’appuntamento, c’erano le sorelle di Roberta, Lorella e Sabrina, gli zii Gino e Tonia, la cugina Tatiana, l’avvocato Fabrizio Ferilli e la criminologa Isabel Martina, che insieme a Roberta Bruzzone seguono il caso per conto delle sorelle.
La gigantografia di Roberta ha percorso le principali strade della marina, attraversando da cima a fondo l’area pedonale affollata di turisti. E, proprio tra i vacanzieri, in tanti si sono chiesti chi fosse quella ragazza sorridente ritratta sugli striscioni, quale fosse la sua storia e perché tanti amici avessero organizzato una fiaccolata per ricordarla e per chiedere, a suo nome, verità e giustizia.

Al termine della fiaccolata hanno preso la parola gli organizzatori e i familiari. Il presidente regionale di “Penelope”, Antonio Genchi, ha ringraziato il Comune per aver concesso il patrocinio e ha ricordato che dal 1974 al 2019 in Italia sono scomparse più di 60mila persone, tra cui 2.500 minorenni: “Spero che ognuno, stasera, porti a casa la voce degli scomparsi, che di loro si parli sempre. E che su questo, come sugli altri casi, venga presto fatta chiarezza”. Delusa dall’assenza degli amministratori comunali, invece, Lorella Martucci: “Dopo aver dato il patrocinio, mi aspettavo una rappresentanza del Comune. Invece non c’è stato nessuno. Me ne farò una ragione. Il nostro messaggio lo abbiamo fatto passare ugualmente: sono passati 20 anni e vorremmo avere risposte dalla giustizia. Vogliamo arrivare alla verità e trovare quei pochi resti rimasti di Roberta”. Un appello che viene lanciato anche dalla sorella Sabrina: “Ci sono tracce che portano a un sospettato. Dopo la stagione estiva speriamo di avere dei risultati, ci aspettiamo risposte serie, perché le basi per arrivare al colpevole ci sono. Io e mia sorella andremo dappertutto per chiedere giustizia per Roberta e per gridare il suo nome”. La criminologa Isabel Martina ha ringraziato l’associazione “Penelope” per aver organizzato la fiaccolata. E ha aggiunto: “La presenza di ognuno di voi è un conforto. Per arrivare alla verità abbiamo bisogno del supporto di tutti. Anche se scomoda, la verità deve emergere”. La professionista, però, non ha nascosto la sua amarezza per l’assenza delle istituzioni: “Nonostante il patrocinio, il Comune non ha partecipato. Era una fiaccolata per una concittadina scomparsa, la presenza di un rappresentante dell’amministrazione sarebbe stato un bel gesto”.

La Gazzetta del Mezzogiorno.it