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L’insediamento

Lecce, infiltrazioni mafiose e Tap le priorità del prefetto

Lecce, infiltrazioni mafiose e Tap le priorità del prefetto

Maria Teresa Cucinotta: «Un’altra zona rossa? Valuteremo»

01 Novembre 2018

Emanuela Tommasi

LECCE - Tap, lotta alle infiltrazioni criminali, occupazioni irregolari. Queste le priorità che il prefetto Maria Teresa Cucinotta si è data per il suo incarico nel Salento. E ieri ne ha parlato con i giornalisti.
«Le priorità le detta il territorio - dice - e la prima sarà seguire l’evoluzione di Tap. Quindi, con una linea di continuità rispetto a quanto ha fatto il collega (Claudio Palomba, ndr), lotta alla criminalità dal punto di vista amministrativo, con un’attenzione particolare alle informative antimafia ai Comuni. È una provincia molto grossa e voglio esercitare al massimo delle mie capacità tutte quelle che sono le prerogative della Prefettura».

In particolare, per quanto riguarda Tap, il prefetto ritiene che «si debba lavorare in relazione a quello che sono le carte. Ci sforzeremo di eseguire le linee governative cercando di garantire la tutela dell’ordine pubblico, nostro compito specifico». Riguardo l’eventuale ripristino della cosiddetta «zona rossa», Cucinotta fa sapere che «verrà valutato in base alle esigenze che si verificheranno».
Dalla Tap al commissariamento delle pubbliche amministrazioni. «Il commissariamento dei Comuni, purtroppo, accade in tutte le regioni - ammette - adesso accade anche al Nord, perchè le infiltrazioni e la criminalità organizzata seguono i soldi, quindi è importante mantenere alta l’attenzione e quindi cercare di svolgere quell’azione di prevenzione che è il compito precipuo della Prefettura».

«La repressione dei reati contro la pubblica amministrazione è compito della magistratura - continua il prefetto - Noi valuteremo i reati che ci perverranno e lavoreremo in stretta connessione con la Magistratura. Ho già avuto modo di conoscere il presidente della Corte d’appello, del Tribunale, il Procuratore generale, il Procuratore della Repubblica proprio per continuare nel segno della collaborazione massima istituzionale, fondamentale per portare avanti una macchina amministrativa complessa ma soprattutto per dare risposte di legalità al territorio».
«Questa è una città delicata, con tematiche delicate - aggiunge - ma vedo che c’è un’atmosfera coesa, da tutti i punti di vista».
L’altra emergenza riguarda gli alloggi popolari. «Rispetto all’occupazione abusiva - ricorda il prefetto Cucinotta - c’è una direttiva molto precisa del Ministro che tutte le prefetture d’Italia stanno sviluppando. Sono in corso attività di censimento e di verifica, comune per comune, e poi si svilupperà l’attività consequenziale, con la valutazione di tutte le situazioni. Se sarà il caso faremo gli sgomberi ma prima è importante sviluppare un’attività conoscitiva di tutte le situazioni».
Forte dell’esperienza trentannale alla Prefettura di Palermo - «l’università delle Prefetture» - Cucinotta si prepara anche ad affrontare la questione del lavoro e delle numerose vertenze. «La questione occupazionale è prerogativa dei prefetti - conferma - Ne so qualcosa essendomi occupata della riconversione industriale della raffineria di Gela, in un contesto difficilissimo dal punto di vista del disagio sociale, economico e culturale notevole. Riguardo le questioni leccesi, mi sono fatta inviare le relazioni già prima di partire da Caltanissetta, per avere un quadro della situazione. Il dettaglio sarà affrontato volta per volta».

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