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Incidenti stradali uno su dieci
coinvolge ubriachi o drogati

I dati del 118

 Incidenti stradali uno su dieci coinvolge ubriachi o drogati

di Mauro Ciardo

Un ferito su dieci soccorso dopo un incidente è ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. È questo il risultato di un primissimo monitoraggio del servizio 118 della Asl di Lecce, che ha analizzato il recente trimestre, dal primo giorno di maggio a tutto il mese di luglio, evidenziando come il fenomeno sia preoccupante considerato un arco temporale così ristretto e tenuto contro dell’incidenza.

Veniamo ai numeri. Nei 92 giorni presi in esame nel trimestre, dunque fino al 31 luglio appena trascorso, in totale sono state 996 le persone soccorse da medici e infermieri del 118 subito dopo essere rimaste coinvolte in un incidente stradale sulle strade delle località in provincia di Lecce. Di queste 92 avevano un tasso alcolemico superiore ai limiti oppure avevano assunto sostanze psicotrope tali da causare un alterazione dallo stato psicofisico. La media di una persona al giorno e non sono mancati casi di assunzione congiunta delle due sostanze.

«Sono compresi tutti i soccorsi post incidente da quello più lieve a quello più grave – spiega il direttore del servizio 118 della Asl di Lecce, il dottor Maurizio Scardia – occorre poi approfondirli per fare un paragone con gli anni precedenti, ma all’interno del trimestre si registra un crescendo da giugno a luglio».

Va detto pure che i primi esami fatti dai soccorritori devono poi trovare conferma e approfondimento in sede di laboratorio all’interno delle strutture ospedaliere, comunque gli operatori devono eseguire le procedure previste al momento dell’intervento.

I dati sui feriti nulla hanno a che vedere poi con il numero di automobilisti sottoposti a controllo durante il monitoraggio della circolazione stradale da parte delle forze dell’ordine che, grazie a un protocollo del 2016 siglato con Asl e Procura della Repubblica di Lecce, utilizzano la strumentazione del presidio ospedaliero del “Vito Fazzi” per cercare alcol nel sangue, nella saliva e nell’aria espirata, oppure sostanze psicotrope eventualmente assunte e che portano all’immediato ritiro della patente con contestuale denuncia all’autorità giudiziaria. L’anno scorso davanti alle discoteche di Gallipoli, come si ricorderà, arrivarono anche i “nasi elettronici”.

Proseguendo sul fronte dei controlli passiamo dalla terraferma al mare, visto che anche la guardia costiera è impegnata in un monitoraggio capillare delle acque antistanti la costa, con ispezioni giornaliere a bordo di imbarcazioni.

Anche in questo caso i dati indicano che l’attività dei militari della guardia costiera posta sotto le dipendenze della capitaneria di porto di Gallipoli, diretta dal capitano di fregata Domenico Morello, è intensa: nel solo mese di luglio appena trascorso ben 50 imbarcazioni sono state multate per aver violato le disposizioni dell’autorità marittima o le leggi in materia di navigazione.

I controlli in mare sono estesi sia alle piccole imbarcazioni che hanno la libertà di navigare solo entro un miglio dalla costa, che a quelle di maggiori dimensione (anche i natanti che transitano tra tre e sei miglia marine).

«Le violazioni maggiori – spiega Morello – riguardano gli ingressi nelle grotte o nelle aree marine protette, con grave danno per gli ecosistemi – e la mancanza di dotazioni di sicurezza. Sono in netta crescita poi le sanzioni ai guidatori di acquascooter, che spesso transitano in mezzo ai bagnanti con grave pericolo per le persone. I nostri controlli sono serrati e costanti per garantire la sicurezza sia di chi naviga che di chi frequenta i litorali».

Anche durante i controlli della guardia costiera sono previste sanzioni pesanti che possono arrivare alla denuncia penale per il diportista o il comandante dell’imbarcazione e al ritiro della patente nautica oppure delle licenze e autorizzazioni che legano il natante a eventuali attività svolte. In questi giorni ad esempio, sono molto frequenti i controlli alle barche che trasportano passeggeri per i tour con visita guidata alle grotte e lungo la costa. L’obiettivo dei militari è quello di non far superare il limite massimo di passeggeri imbarcati e verificare anche il rispetto degli orari di navigazione, perché solo le unità munite di particolare licenza possono effettuare escursioni notturne. 

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