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Grande Salento, il sindaco Salvemini invita Melucci e Rossi

salvemini sindaco di lecce

LECCE - La suggestione del «Grande Salento», che di tanto in tanto ritorna. Ieri a rilanciarla, seppur in maniera ancora embrionale, è stato il sindaco di Lecce Carlo Salvemini con un post su Facebook. «Chiederò presto a Rinaldo Melucci - sindaco di Taranto - e Riccardo Rossi - neo sindaco di Brindisi - la disponibilità ad un incontro per verificare l’interesse e la possibilità di individuare una forma di governance strategica per rafforzare il nostro sistema territoriale - ha scritto Salvemini - Penso naturalmente all’asse cultura-turismo attorno al quale diventa sempre più necessario lavorare su destinazioni capaci di porsi come attrattori forti perché riconoscibili e ricchi di contenuti ed esperienze diverse. L’articolazione di bene monumentali, archeologici, paesaggistici; la dotazione infrastrutturale di porti e aeroporto; la presenza di un’università capace di porsi come riferimento di saperi e competenze: rappresentano una cornice forte che consente di rappresentare scenari di futuro interessanti».

Gli impegni sono tanti per i primi cittadini: «Ciascuno di noi ha tanto da fare nei rispettivi municipi che non è immaginabile andare oltre questo unico, ma ugualmente ambizioso obiettivo - ha aggiunto il sindaco di Lecce - Per sgombrare ogni possibile interpretazione: non ho nessuna volontà di costruire movimenti politici partendo dai municipi, di alimentare competizioni regionali con Bari e Foggia, di affermare primati di protagonismo civico in contrapposizione ai partiti. Semplicemente l’interesse a verificare modalità nuove di collaborazione istituzionale per essere utilmente al servizio delle nostre comunità».

Anni fa, gli allora sindaci delle tre città salentine (Adriana Poli Bortone, Domenico Mennitti e Rossana Di Bello) lanciarono il marchio «Celebrità», con le sillabe iniziali dei tre capoluoghi. Ma non ebbe grandi esiti. Vedremo ora cosa si concretizzerà.

Intanto, il neoproclamato sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, si è dichiarato subito «d'accordo con quello che ha detto il sindaco Salvemini, nel senso - ha proseguito - che ci sono questioni come quelle della cultura e del turismo, ma segnalo anche la possibilità, ad esempio, di infrastrutture quali il servizio ferroviario con la “Dorsale adriatica”, che possono evidentemente arricchire i nostri territori». Insomma, Rossi sembra ampliare i temi dell'incontro. «Sono assolutamente favorevole ad un incontro con i sindaci di Lecce e di Taranto – ha confermato -. Anch'io penso che bisogna farlo senza nessuna ambizione di costruire movimenti politici o contrapporsi a governi regionali o nazionali, ma facendo sì che si possano ritrovare, in una logica di area vasta, le possibili sinergie per ottenere risultati. Facevo l'esempio della “Dorsale adriatica” e dei treni ad alta velocità perché sono temi ampiamente dibattuti, ma la possibilità di interloquire con governi regionali e nazionali richiede innanzi tutto sinergie territoriali: le sinergie rendono tutti più forti e tutte le proposte danno più forza a tutti i proponenti. La “specificità Salento” - ha concluso Rossi -, del resto, è innegabile».

«Raccoglierò molto volentieri l’invito di Carlo» dichiara il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci facendo una digressione più «politica»: «Il mancato coordinamento dell'azione amministrativa dei nostri territori ha già prodotto - spiega Melucci - vuoti di politica nei quali si sono infilati gli interessi più disparati e di basso profilo, la scarsa strategia di rete nella pianificazione e gestione delle nostre infrastrutture e delle rispettive vocazioni ha già prodotto veri e propri nonsense economici, penso alle zes, alle authority di sistema portuale, alla promozione turistica, ecc. Specie ove si giudichi confusa, ormai, l'azione delle superiori Istituzioni rispetto ai grandi dossier che ci riguardano. Vedo oggi - aggiunge Melucci - tra le comunità di Taranto, Lecce e Brindisi, una contiguità di obiettivi ed aspirazioni, rafforzata dalla novità di questa compatibilità politico-culturale. Da riformisti moderni ed europeisti, Salvemini ha ragione anche quando sottolinea che non abbiamo bisogno di etichette o casacche particolari per mettere a fattor comune buone pratiche amministrative. I cambiamenti in atto nel Mediterraneo, la attuale difficoltà nell'attrarre investitori oppure fondi comunitari, la necessità di ricreare un ambiente del lavoro confortevole per i nostri giovani, il restringimento delle competenze delle Province, sono numerose e cruciali le questioni che ci obbligheranno presto a lavorare insieme. Il futuro - conclude il sindaco di Taranto - è degli enti locali capaci di autodeterminarsi, l'era dei sussidi di Stato non tornerà mai più. Per fortuna».

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