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Guardia medica

Taviano, ritorna l'aggressore del tentato stupro dottoressa

Tutto è avvenuto nella tarda mattinata di martedì, l’uomo di Racale si è presentato fuori dall’ambulatorio

Indennità guardie mediche citazioni a giudizio in arrivo

TAVIANO - Nonostante la denuncia per tentata violenza sessuale, si presenta nuovamente nell’ambulatorio del medico di guardia di Taviano. E la dottoressa - la stessa già vittima delle sue “attenzioni” - chiama in supporto una guardia giurata, che vicino all’ingresso trova un preservativo usato.
Tutto è avvenuto nella tarda mattinata di martedì. Poco prima delle 11, l’uomo (un 43enne di Racale) si è presentato fuori dall’ambulatorio e - stando al racconto che il medico ha fatto alla guardia giurata - ha tentato di entrare nello studio, inserendo una mano nella grata posta a protezione della porta. La dottoressa, naturalmente, non ha aperto, ma ha chiesto l’intervento dell’istituto di vigilanza «La Folgore». Dopo pochi minuti è giunto un vigilante, che ha fatto entrare l’uomo nell’ambulatorio e lo ha fatto sottoporre alla visita, in sua presenza. Il paziente si sarebbe mostrato leggermente nervoso, ma avrebbe comunque mantenuto un atteggiamento corretto. Vicino all’uscita dell’ambulatorio, poi, il vigilante ha notato la presenza, sul pavimento, di un preservativo usato che né lui, né la dottoressa avevano visto prima.

L’uomo, si diceva, è già stato denunciato per un tentativo di violenza avvenuto due mesi fa. Stando agli elementi raccolti allora dai carabinieri, il 3 marzo chiese l’intervento domiciliare del medico e, dopo aver tentato di baciare la dottoressa, si abbassò i pantaloni, mostrando i genitali. Il 7 marzo, poi, l’uomo si presentò in ambulatorio, suonando insistentemente nel tentativo di farsi aprire la porta e costringendo la dottoressa di turno (una collega del medico vittima del tentativo di violenza) a chiamare i carabinieri. Da lì le indagini, che dopo qualche giorno portarono alla denuncia a piede libero per il 42enne.

L’episodio di martedì, ora, riaccende i riflettori sulla mancanza di sicurezza negli ambulatori di guardia. «Si tratta - commenta il presidente dell’Ordine dei medici, il dottor Donato De Giorgi - di un episodio che, in sé, non ha grande rilevanza. Ma è occasione per alcuni spunti di riflessione. Attorno agli ambulatori di guardia si aggirano persone che, per le situazioni difficili in cui vivono, dovrebbero essere prese in carico da altre strutture. Accade a Taviano, ma anche in tanti altri paesi. La Direzione generale della Asl sta facendo tanto per rendere più sicure le sedi, ma tanto altro ancora c’è da fare. Non si deve abbassare la guardia. Anche l’Ordine si sta muovendo, per esempio organizzando dei corsi di autodifesa. Ma certamente tutto questo non basta. Ci sono delle persone che vanno aiutate. Se dovesse accadere qualcosa di grave, di chi sarebbe la colpa? Solo della persona coinvolta? O anche di chi non si è preso carico della situazione?».

Per il presidente dei medici, è il ruolo del medico di guardia che deve essere interamente rivisto: «Serve una guardia medica più efficiente, utile e sicura, per garantire dignità al lavoro degli operatori e rinsaldare il legame con il territorio. Bisogna ripensare il ruolo della guardia medica». Tornando sull’episodio di martedì, poi, aggiunge: «La sede di Taviano è ben fatta. Tuttavia, l’atrio di accesso non è coperto dalle telecamere. Bisognerebbe intervenire».

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