Accadde oggi

Ucciso JF Kennedy: il mondo è sconvolto

Annabella De Robertis

L’omicidio del presidente a Dallas nel 1963

Il 23 novembre 1963 tutto il mondo è sconvolto dalla tragica notizia dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, avvenuto il giorno prima a Dallas. Ecco la cronaca di quelle ore apparsa su «La Gazzetta del Mezzogiorno»: «Il presidente Kennedy è stato ucciso oggi, in pieno centro a Dallas, da tre colpi di fucile sparatigli da uno sconosciuto mentre attraversava la città a bordo di un’auto scoperta, seguito da un corteo di macchine. Kennedy è stato raggiunto al capo da uno dei colpi e, trasportato in ospedale immediatamente, è spirato 25 minuti più tardi».

In prima pagine le celebri foto del momento dell’attentato: si vede Jacqueline insanguinata, china su di lui. «Col presidente è rimasto gravemente ferito anche il governatore Connally, che gli era affianco sull’automobile al momento della sparatoria. Il vice presidente Johnson che automaticamente, da stasera, è il nuovo presidente degli Stati Uniti, si trovava in un’altra auto del corteo presidenziale». Il 22 novembre 1963 Kennedy si è recato insieme alla moglie a Dallas per partecipare ad un convegno.

Negli Stati Uniti si respira in quei mesi un’atmosfera tesa, difficile, soprattutto in merito alla questione razziale. Alle numerose dimostrazioni popolari contro le discriminazioni si erano opposti brutali interventi da parte della Polizia: gli episodi di violenza sconvolgevano il Paese. Tutto ciò aveva indotto il Presidente a presentare al Congresso, nel giugno 1963, una legge per garantire il diritto di voto ai neri e assicurare loro la parità con i bianchi nei servizi pubblici e privati.

Quel drammatico giorno il Presidente viene colpito da diversi proiettili: si accascia accanto a Jacqueline, che invano tenta di fargli scudo col suo corpo, si legge sulla «Gazzetta». Subito dopo, la Polizia ha fermato un giovane uomo e lo ha sottoposto a un interrogatorio: si chiama ​​Lee Harvey Oswald, ma al momento poco o niente si sa di lui. In prima pagina sul quotidiano compare l’editoriale di Oronzo Valentini: «Perché la terribile notizia colpisce il cuore di milioni e milioni di uomini, di ogni razza e di ogni età, sparsi in ogni continente? Poiché in realtà è a tutto il mondo che oggi vengono a mancare il pensiero e l’opera di un uomo che del vastissimo potere di cui disponeva, aveva fatto e intendeva fare sempre più uno strumento capace di aprire all’umanità nuove strade e nuovi orizzonti di vita e di sviluppo, di sospingerla verso la meta di una fratellanza universale». Oggi, 59 anni dopo, le circostanze del terribile attentato non sono ancora state del tutto chiarite: soltanto alcuni mesi fa sono emersi nuovi elementi a favore della cosiddetta «pista sovietica».

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