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La visita di Einaudi alla Fiera del Levante

La visita di Einaudi alla Fiera del Levante

La commemorazione di De Viti De Marco

13 Settembre 2022

Annabella De Robertis

Su «La Gazzetta del Mezzogiorno» del 13 settembre 1948 compare la cronaca della storica visita del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi alla Fiera del Levante: «Bari e la Fiera hanno vissuto ieri la loro grande giornata. La visita del Capo dello Stato, oltre che rinverdire una tradizione che voleva sempre presente alla Fiera il primo cittadino d’Italia, ha assunto ieri il significato di un riconoscimento, di un premio, del più ambito dei premi alle fatiche e alla laboriosa tenacia del popolo barese». Il Presidente della Repubblica Einaudi ha partecipato alla commemorazione di Antonio De Viti De Marco, scomparso nel dicembre 1943. Il pubblico ricordo dell’economista leccese, unico fra gli universitari pugliesi a rifiutarsi di prestare giuramento al regime fascista, è stato organizzato dal brindisino Giuseppe Patrono e dal gruppo dei giovani federalisti pugliesi, i quali riescono a coinvolgere personalità del calibro di Manlio Rossi-Doria, Gino Luzzatto, Altiero Spinelli e tutto il Movimento federalista europeo.

A Ernesto Rossi è affidato il compito di rendere omaggio a De Viti De Marco, uno dei suoi maestri. Alla commemorazione sono presenti molti rappresentanti del Governo, oltre ai collaboratori e amici dell’economista leccese, che al suo fianco avevano lottato per la difesa degli interessi del Mezzogiorno: il professore e umanista di Altamura Tommaso Fiore, l’economista di Gioia del Colle Giovanni Carano Donvito (a cui Einaudi si avvicina per un commosso saluto) e lo storico di Acquaviva delle Fonti Antonio Lucarelli.

Nella sua prolusione, Ernesto Rossi riporta alla memoria le moderne riflessioni di De Viti De Marco e il suo atteggiamento antinazionalista: ricorda, in particolare, il suo accorato invito, rimasto inascoltato, a limitare le sovranità nazionali e a non ostacolare gli scambi con l’estero, cosa che avrebbe danneggiato doppiamente gli agricoltori meridionali. «Se il problema del Mezzogiorno è ancora un problema insoluto la colpa maggiore è dei Meridionali: devono essere i meridionali a organizzarsi per la difesa dei loro comuni interessi, a impostare bene i loro problemi, ad agire con intelligenza, con tenacia, con onestà, per realizzarne le migliori soluzioni. Il problema del Mezzogiorno è un problema di uomini, è il problema della formazione di una classe dirigente veramente degna di questo nome» proclama, infine, il padre del federalismo europeo. Con la commemorazione di De Viti De Marco e l’imminente apertura del Congresso sul Piano Marshall, Bari diventa, in quei giorni del settembre 1948, centro propulsivo di riflessione e di progetti sul problema del Mezzogiorno.

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