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Armistizio, trattative e atti di eroismo

Armistizio, trattative e atti di eroismo

Il gen. Magli respinge i nazisti in Corsica

08 Settembre 2022

Annabella De Robertis

È l’8 settembre 1943. Su «La Gazzetta del Mezzogiorno» si legge il bollettino di guerra n.1200: «Nel corso della lenta e ordinata manovra di ripiegamento dalla zona costiera della Calabria meridionale vivaci combattimenti si svolgono tra le avanguardie nemiche e le retroguardie della difesa.

Una nave è stata silurata nelle acque della Sicilia da un nostro velivolo. Sul porto di Biserta numerose bombe venivano sganciate da apparecchi germanici. Quadrimotori avversari hanno attaccato il centro urbano di Napoli, causando ingenti danni, e località delle province di Napoli e di Salerno. Tre apparecchi sono stati abbattuti dalla caccia italo-tedesca. Un altro risulta distrutto dalle artiglierie di un convoglio».

I lettori della «Gazzetta» ancora non possono sapere che si tratta del penultimo bollettino della guerra combattuta al fianco dell’esercito nazista. Ancora poche ore, infatti, e il nostro nemico non sarà più lo stesso.

Il nostro è un Paese stremato da un conflitto che dura da più di tre anni, voluto da quel regime che è caduto il 25 luglio 1943: per decisione del maresciallo Badoglio, nuovo capo del Governo dopo le dimissioni e l’arresto di Mussolini, l’esercito italiano ha continuato a combattere.

Nel frattempo, però, Badoglio ha dato inizio alla trama diplomatica con gli Alleati anglo-americani, la cui richiesta è unica: resa incondizionata.

L’8 settembre sulla «Gazzetta» si legge ancora che il segretario di Stato americano, Cordell Hunt, non è disposto a considerare alcuno sforzo diplomatico da parte del Governo italiano per negoziare la pace, ma può accettare soltanto la resa italiana sul campo di battaglia.

In realtà, il 3 settembre 1943, il generale Castellano ha firmato in segreto, a Cassibile, in Sicilia, l’armistizio.

La notizia è resa pubblica soltanto cinque giorni dopo dal generale Eisenhower: gli italiani lo apprendono soltanto in serata. Alle 19.40 dell’8 settembre 1943, infatti, viene trasmesso dall’Eiar il proclama del maresciallo Badoglio con cui annuncia la resa del Regno d’Italia.

La notizia coglie tutti di sorpresa: nella maggior parte dei casi l’esercito si dimostra incapace di reagire alla prevedibile reazione tedesca. Una significativa eccezione è costituita dall’impresa del comandante delle truppe italiane in Corsica: il generale Magli, nonostante la mancanza di ordini dall’alto, riesce a respingere l’attacco dell’esercito nazista e, dopo un’aspra battaglia combattuta con il sostegno del corpo d’armata francese, costringe i nuovi nemici alla fuga.

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