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Accadde oggi

Operai in rivolta: Bari «bruciava»

Operai in rivolta: Bari «bruciava»

Bilancio pesante con i cortei del 1962

26 Agosto 2022

Annabella De Robertis

La protesta dei lavoratori edili non si arresta. È il 26 agosto 1962: gli operai, che da alcuni giorni scioperano nel capoluogo pugliese per ottenere la riduzione dell’orario di lavoro, l’aumento salariale e la tutela dagli infortuni, non intendono cedere ai ricatti. Bari, così come moltissime altre città italiane, è in preda ad una inarrestabile speculazione edilizia, che ne sta modificando inesorabilmente la fisionomia: demolizioni e sopraelevazioni selvagge devasteranno per sempre la fisionomia originale del centro murattiano. Per far fronte al boom del mattone, gli imprenditori sfruttano il più possibile le maestranze. Da qui nasce la protesta dei lavoratori, sostenuta dalla Fillea, Federazione italiana lavoratori legno edili e affini.

Dopo la calda giornata del 24, anche il giorno dopo Bari è stata turbata da gravi incidenti tra dimostranti e forza pubblica. Si legge nella didascalia della foto che ritrae carabinieri che affrontano una sassaiola, in prima pagina su «La Gazzetta del Mezzogiorno»: «Gli scontri, ai quali hanno dato vita gruppi di facinorosi, che ben poco hanno in comune con i lavoratori edili, si sono protratti per tutta la giornata. Si sono avuti complessivamente 40 feriti. Le forze dell’ordine hanno tratto in arresto 216 persone». Tra i feriti, si riporta nelle pagine interne, c’è anche il reporter della «Gazzetta» Angelantonio De Tullio. «È stato colpito alla nuca con un corpo contundente da un dimostrante che sarà purtroppo ben difficile identificare. Il nostro De Tullio era davanti alla sede dell’Associazione degli industriali. S’è accasciato al suolo svenuto: soccorso da altri colleghi è stato trasportato al Policlinico dov’è ora ricoverato in patologia chirurgica per un trauma cranico e stato di choc. Era lì per seguire, così come aveva fatto l’altro giorno, gli avvenimenti: per attingere cioè dal vivo, minuto per minuto, le notizie per la Gazzetta. Stava svolgendo il suo lavoro con impegno e serietà professionale. Non faceva dunque male a nessuno quando è stato aggredito alle spalle».

Il prefetto Gira ha dichiarato che è stata segnalata la presenza di «sobillatori specializzati», di alcuni «professionisti della rivolta», arrivati addirittura da Milano. I 216 arrestati – il cui elenco completo è pubblicato nelle pagine interne del quotidiano – sono stati denunciati per adunata sediziosa: tra di loro moltissimi minorenni. Non c’è posto per tutti a Bari: cinquanta di loro sono trasferiti al carcere di Trani. Si annuncia un processo per direttissima: i migliori penalisti della città – tra di loro Muciaccia, Gironda, Papalia, Russo Frattasi e molti altri– si schiereranno a difesa dei lavoratori, ma occorreranno tre anni per ottenere la sentenza finale. A quasi tutti gli imputati si applicherà il provvedimento di amnistia del gennaio 1963.

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