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Esplode nel 1962 la rabbia degli edili

Esplode nel 1962 la rabbia degli edili

E a Torino la rivolta dei metalmeccanici

24 Agosto 2022

Annabella De Robertis

«Bloccato per tre ore un tratto nel corso Vittorio Emanuele»: la «Gazzetta del Mezzogiorno» del 24 agosto 1962 dedica un trafiletto ad una manifestazione svoltasi il giorno prima nel centro della città di Bari. A poco più di un mese dalla rivolta dei metalmeccanici torinesi in Piazza Statuto, migliaia di edili pugliesi iniziano un lungo sciopero per ottenere la riduzione dell’orario di lavoro, l’aumento del minimo sindacale (fermo a quattro anni prima, nonostante l’aumento del costo della vita), la tutela dagli infortuni.

La Puglia, così come l’intero Paese, sta vivendo una grande espansione economica: le città, e Bari in particolare, sono protagoniste di un boom edilizio che muta rapidamente la fisionomia urbana, attraverso demolizioni e sopraelevazioni troppo spesso selvagge.

Si tratta di una febbre edilizia che arricchisce piccoli e grandi costruttori, costringe gli operai ad un aumento ingiustificato dei ritmi di lavoro e sconvolge gli equilibri sociali delle città. La vertenza è promossa dalla Federazione italiana lavoratori legno edili e affini: gli industriali ignorano ogni richiesta di incontri sindacali e rifiutano la trattativa.

Per questo motivo, il 23 agosto gli operai si radunano sotto la sede dell’Associazione degli industriali. «Ieri un buon cinquanta per cento dei soliti rumori molesti ha disertato le orecchie dei baresi: niente montacarichi cigolanti, niente martelli pneumatici assordanti, niente colpi di piccone. Gli edili hanno scioperato, ostacolando il traffico in corso Vittorio Emanuele, dopo aver percorso le principali vie cittadine con motorette, fischietti, cartelli di protesta. Una commissione è stata ricevuta in Prefettura. La manifestazione è cominciata a primo mattino: gli scioperanti erano circa 700. S’è formato un corteo autorizzato, che ha percorso alcune delle principali vie cittadine. Ogni tanto gli scioperanti si fermavano sotto un cantiere in cui il lavoro procedeva regolarmente ed invitavano a gran voce i loro colleghi a scendere e a smettere».

Alcuni negozi hanno tenuto le saracinesche abbassate per tutto il corso della manifestazione, ma fortunatamente non si sono verificati incidenti. Il Prefetto affida all’Ufficio regionale del lavoro l’incarico di svolgere un’opera di mediazione tra industriali ed edili: ancora una volta non ci sarà nessun dialogo. Il giorno successivo, venerdì 24 agosto, esploderà però la rabbia degli operai. Nel cuore del capoluogo pugliese avrà luogo uno scontro violentissimo tra le forze dell’ordine e i manifestanti, che culminerà in oltre 200 arresti e più di 100 feriti.

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