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In Puglia e Basilicata

La macchina del tempo

Crisi di governo avanza il fascismo

Crisi di governo avanza il fascismo

Cento anni fa l’«estate bollente» del Paese

30 Luglio 2022

Annabella De Robertis

Cento anni fa, come oggi, l’Italia assiste all’ennesima crisi di governo. Alla politica interna è interamente dedicata l’edizione del 30 luglio 1922 del “Corriere delle Puglie”.

La situazione è quasi senza controllo: le violenze squadriste sono all’ordine del giorno in tutta Italia. Nel febbraio si è costituita l’Alleanza del Lavoro, un’unione delle organizzazioni sindacali legate ai partiti di sinistra, nata per costituire un fronte compatto contro il fascismo.

Ma il Governo retto da Luigi Facta, liberale vicinissimo a Giolitti, non riesce a imporsi contro gli scontri continui che infiammano il Paese, rivelandosi del tutto incapace a contrastare la violenza fascista, non solo sul piano militare ma persino su quello istituzionale.

In Puglia ha destato scalpore l’occupazione avvenuta il 3 luglio 1922 del municipio di Andria per mano dei «mazzieri» fascisti, ma il culmine si è raggiunto con la presa di Bologna, Ferrara e Cremona.

Per Facta le responsabilità sono da imputare a quei funzionari e magistrati che non hanno seguito le sue istruzioni.

Così, il Parlamento lo costringe, dopo soli cinque mesi di governo, alle dimissioni: compatti hanno votato la sfiducia popolari, socialisti, social-riformisti, comunisti, repubblicani e fascisti.

Sul “Corriere delle Puglie” si avverte quanto questa crisi abbia colto impreparate le forze politiche, incapaci di dare concretezza a qualsiasi ipotesi di governo: «La crisi ministeriale, che nelle generose intenzioni dei suoi assertori e promotori, doveva avere un rapido e benefico svolgimento, accenna, invece, per il fantasmagorico succedersi di ordini del giorno dei gruppi parlamentari, a complicarsi sempre di più. E nell’imminenza del solleone, non deve sorridere ad alcuno la probabilità di una crisi lunga e tormentata, come quella dello scorso febbraio».

L’incarico è stato affidato prima ad Orlando, poi a Bonomi, poi di nuovo a Orlando.

Il leader socialista Turati, si legge sul quotidiano pugliese, si è recato a colloquio dal Re Vittorio Emanuele III e ha indicato i nomi di Orlando e di Nitti. C’è chi teme che una chiara caratterizzazione antifascista del governo possa spingere ancor più il fascismo alla violenza; altri si illudono che possa rientrare nei ranghi della legalità.

Alla fine, proprio il 30 luglio, Vittorio Emanuele III conferisce il mandato per costituire il governo di nuovo a Facta, che accetta per senso di responsabilità: il timore di un colpo di Stato fascista si fa sempre più concreto.

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