Venerdì 12 Agosto 2022 | 19:31

In Puglia e Basilicata

ACCADDE OGGI

La paura dei profughi ferma i giovani padani

La paura dei profughi ferma i giovani padani

La prima pagina della «Gazzetta» del 17 luglio 1999

Giovinazzo, choc ai campionati di pattinaggio. Una «lettera aperta» scritta da Oscar Iarussi, il 17 luglio 1999, invita a riflettere su un incredibile fatto di cronaca

17 Luglio 2022

Annabella De Robertis

Una «lettera aperta» nella omonima rubrica pubblicata su «La Gazzetta del Mezzogiorno» del 17 luglio 1999 getta luce e invita a riflettere su un fatto di cronaca che ha dell’incredibile. Si svolgono in quei giorni a Giovinazzo i campionati italiani di pattinaggio: circa 120 atleti, quasi tutti del Nordest, hanno disertato la manifestazione. Il motivo? «Il palazzetto di Giovinazzo sarebbe invaso dai profughi kosovari, neanche fossero il flagello di fine millennio e non gente in cerca d’aiuto».

La lettera è di Oscar Iarussi: «Caro pattinatore lombardo-veneto, lei oggi forse sarebbe salito sul podio pugliese di Giovinazzo, dove si concludono i campionati italiani di pattinaggio artistico. Gara che lei, amico padano, ha disertato alla pari di 119 giovani atleti suoi conterranei, evadendo l’onere di un viaggio al Sud con un certificato medico che a mala pena nasconde, e di fatto tradisce, il vero motivo della sua assenza: razzismo. Già, come questo giornale – e non molti altri – ha ben messo in rilievo, l’episodio sconcertante prende le mosse dalla paura dei Kosovari che, nonostante la fine del conflitto balcanico, “infesterebbe ancora” le nostre contrade, non esclusa la dolce ma dinamica Giovinazzo, cento chiese e un glorioso liceo classico, patria dell’hockey e del pattinaggio. Gli atleti responsabili della defezione, tutti tra i 13 e i 26 anni, parteciperanno tranquillamente ai prossimi campionati, penalizzati – male che vada – da una multa di cinquantamila lire…Che cosa saranno mai cinquanta, persino centomila lire, se servono ad acquistare la tranquillità di non imbattersi nel pericolo dell’“Altro”? [...] Tuttavia, caro amico del Nord, vogliamo dirle grazie per questa sua assenza da Giovinazzo, lei ha palesato ancora una volta che il razzismo non è quel sentimento lontano nel tempo e nello spazio, accreditato su libri di scuola fermi alle intolleranze tra neri e bianchi nell’America di Martin Luther King. Grazie perché lei ci ha mostrato la quintessenza del razzismo: silenziosa, ottusa, immotivata, finanche surreale eppure realistica, concreta, veritiera [...] Altrove, nei vicini Balcani, il sangue e il suolo urlano ancora tanto forte da legittimare la bestia che nell’uomo divora l’umano. Ma anche da noi, ai semafori presidiati dai marocchini, sulle spiagge dei vu’cumprà o su una pista di pattinaggio la “tolleranza” si mostra come una corda logora, quando non spezzata, che a stento ci lega alla speranza della convivenza».


Accadeva questo in Puglia, nella calda estate di ventitré anni fa, quasi alle soglie del nuovo millennio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 

BLOG

- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725