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Attentato a Togliatti, il Paese in piazza

Attentato a Togliatti, il Paese in piazza

La prima pagina del 16 luglio del 1948 sulla «Gazzetta del Mezzogiorno»

A Bari sospeso il Consiglio comunale: è la notizia del 16 luglio del 1948 sulla «Gazzetta del Mezzogiorno»

16 Luglio 2022

Annabella De Robertis

«Il vile attentato contro Togliatti» è la notizia principale dell’edizione del 16 luglio 1948 de «La Gazzetta del Mezzogiorno». Due giorni prima, il leader del Partito comunista italiano – mentre usciva da Montecitorio, a Roma, insieme alla compagna Nilde Iotti – è stato gravemente ferito da tre colpi di pistola sparati da un giovane studente siciliano, Antonio Pallante. «Trovasi ora nella Questura centrale e precisamente in una stanza dell’ufficio politico. Egli ha subito già vari interrogatori, nel corso dei quali ha dichiarato di aver attentato alla vita di Togliatti non potendo tollerare ch’egli, italiano, partecipasse alle riunioni del Cominform ed anche perché lo riteneva responsabile delle uccisioni di italiani avvenute nel Nord dopo la Liberazione», si legge sul quotidiano.

Quelle che l’Italia sta vivendo sono settimane di crescente tensione: nell’aprile la Democrazia Cristiana ha trionfato alle elezioni, guadagnandosi il 48 percento dei consensi; il Fronte popolare, composto da comunisti e socialisti, ha raggiunto, invece, il 31 percento. Il Parlamento, inoltre, ha appena approvato, con il voto contrario del Pci, l’attuazione del Piano Marshall. «Il Presidente del Consiglio De Gasperi ha appreso la notizia dell’attentato mentre era intento al suo lavoro nel proprio Gabinetto al Viminale. Immediatamente egli si è diretto alla Camera per avere ulteriori informazioni e quindi, insieme con l’on Gronchi, si è recato al Policlinico e ha visitato il ferito». La notizia dell’attentato provoca violentissime agitazioni in tutta Italia. Nelle principali città industriali operai e militanti del Pci scendono in piazza scontrandosi con le forze dell’ordine. Anche a Bari è stato dichiarato sciopero generale: «In numerosi cantieri e stabilimenti nelle prime ore del pomeriggio il lavoro veniva interrotto, mentre una piccola folla che andava aumentando di numero si radunava davanti alla sede della Federazione provinciale del Pci. Nel tardo pomeriggio si formava un corteo che percorreva le principali vie cittadine, invitando i negozianti ad abbassare le saracinesche». In consiglio comunale il Sindaco di Bari, l’avvocato democristiano Vitantonio Di Cagno, ha condannato il vile gesto: su proposta dell’avv. Papalia, esponente del Partito socialista, tutti i consiglieri hanno unanimemente accettato di sospendere la seduta.

Operato d’urgenza, Togliatti si riprende presto dall’intervento: il 16 luglio la vittoria di Bartali ravviva lo spirito patriottico degli italiani. Giuseppe Di Vittorio decreta la fine dello sciopero generale: il pericolo di una guerra civile è, per il momento, scampato.

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