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Il blitz israeliano a Entebbe (Uganda): liberati gli ostaggi

Il blitz israeliano a Entebbe (Uganda): liberati gli ostaggi

La prima pagina della «Gazzetta» del 5 luglio 1976

«La Gazzetta del Mezzogiorno» del 5 luglio 1976 si occupa quasi di una clamorosa notizia che lascia il mondo col fiato sospeso

05 Luglio 2022

Annabella De Robertis

«La Gazzetta del Mezzogiorno» del 5 luglio 1976 si occupa quasi esclusivamente di una clamorosa notizia internazionale. Da diversi giorni il mondo è col fiato sospeso per il dirottamento di un Airbus A300 dell’Air France avvenuto il 27 giugno, durante il volo Tel Aviv-Parigi. In prima pagina la fine del dramma: «Gli israeliani piombano in Uganda. Fedayn uccisi, ostaggi liberati».
Quattro terroristi, due membri del Fronte di liberazione palestinese e due tedeschi, avevano costretto l’aereo (con a bordo 248 passeggeri, quasi tutti cittadini israeliani, e 12 membri di equipaggio) a far rotta prima verso Bengasi, in Libia, e poi ad atterrare in Uganda, ad Entebbe. La richiesta per il rilascio degli ostaggi era la liberazione di 40 palestinesi detenuti nelle carceri israeliane e di altri 13 rinchiusi in paesi diversi, nonché 5 milioni di dollari. Liberati 140 ostaggi, sul velivolo erano rimaste ancora 105 persone e l’equipaggio, che aveva rifiutato di abbandonare i passeggeri.

La reazione risolutiva di Israele è raccontata con efficacia su questa prima pagina: «Con una fulminea azione di un’audacia senza precedenti (e con un balzo di 4mila km nella notte) reparti militari israeliani sono sbarcati la notte scorsa nel cuore dell’Africa all’aeroporto di Entebbe e dopo un conflitto a fuoco con i dirottatori hanno liberato 104 ostaggi ancora detenuti dai pirati dell’aria nella stazione aeroportuale che poi hanno distrutto. Nell’operazione – che è durata solo mezz’ora – le truppe israeliane hanno ucciso tutti i 7 terroristi e un certo numero di soldati ugandesi, facendo inoltre saltare sulla pista da 6 a 11 Mig dell’aviazione di Idi Amin Dada. Quattro altre persone sono morte: 3 degli ostaggi e un ufficiale israeliano». Il capo del governo israeliano Rabin accusa il presidente dell’Uganda, Idi Amin Dada – dapprima amico dell’Occidente, poi passato dalla parte dell’Urss e della Libia di Gheddafi – di aver collaborato con i terroristi e definisce l’azione «una delle più grandi vittorie dal punto di vista morale, umano, tecnico e militare». Si saprà solo dopo che l’ufficiale, ferito durante l’azione e morto durante il volo di ritorno, era il comandante stesso dell’operazione, il colonnello, militare di carriera e affermato poeta, Yonathan Netanyahu, fratello del futuro primo Ministro dello Stato d’Israele.

In ultima pagina un breve comunicato dà notizia delle reazioni nel mondo: «Il presidente Ford ha inviato un messaggio a Rabin esprimendo la grande soddisfazione sua personale e del popolo americano. L’agenzia Tass a Mosca parla dell’attacco come di un atto di pirateria».

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