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Azalee a Montecitorio, arriva Nilde Iotti

Azalee a Montecitorio, arriva Nilde Iotti

La prima donna presidente e i commenti

21 Giugno 2022

Annabella De Robertis

«Nilde Iotti, la prima donna ai vertici dello Stato», titola in prima pagina La Gazzetta del Mezzogiorno del 21 giugno 1979.

Nata a Reggio Emilia nel 1920, la deputata comunista è stata eletta Presidente della Camera al primo scrutinio. «In suo onore» – si legge sulla Gazzetta – «i fioristi hanno riempito il transatlantico di Montecitorio di profumate azalee».

Nel suo discorso inaugurale affermerà: «Comprenderete la mia emozione per essere la prima donna nella storia d’Italia a ricoprire una delle più alte cariche dello Stato. Io stessa – non ve lo nascondo – vivo quasi in modo emblematico questo momento, avvertendo in esso un significato profondo, che supera la mia persona e investe milioni di donne».

Nilde Iotti ha aderito al Partito comunista fin dal periodo clandestino, ha partecipato alla Resistenza nei Gruppi di difesa della donna e dopo la Liberazione è entrata nell’Udi, Unione Donne Italiane.

Nel 1946 è stata eletta all’Assemblea costituente: pur ritenendo fondante il valore della famiglia, la Iotti si è battuta per affermare il principio della parità tra i coniugi, del riconoscimento dei diritti dei figli nati fuori dal matrimonio e delle famiglie di fatto e ha sostenuto, inoltre, l’apertura della carriera in magistratura alle donne.

È stata al centro di polemiche, anche all’interno del Pci, per la sua relazione con Palmiro Togliatti.

«Signora sorriso» la definisce Luciana Tedeschi sul quotidiano: «Laureata in lettere alla Cattolica di Milano – figlia di un ferroviere socialista licenziato durante il fascismo, studia dalle suore perché per suo padre “sono meglio i preti che i fascisti”. Alla morte di Togliatti, ha diviso la sua vita tra gli impegni della politica e quelli della famiglia, dovendo occuparsi della figlia adottiva, Marisa Malagoli, una piccola orfana di un operaio ucciso a Modena, ora sposa e madre felice. Non si può dire che sia una femminista. Eppure molte volte in epoca lontana ci disse che auspicava che alle donne fosse dato più spazio, avendo riscontrato in loro un’obiettività, una perseveranza ed una combattività che molti uomini non possiedono in eguale misura».

In realtà, Nilde Iotti ​​ha sostenuto, nella sua carriera in Parlamento, la legge sul divorzio e quella per la riforma del diritto di famiglia e ha appoggiato anche la legge a favore dell’aborto. Ricoprirà la carica di Presidente della Camera per tredici anni, fino all’aprile 1992.

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