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La politica estera e il prestigio italiano

La politica estera e il prestigio italiano

I commenti alla Conferenza di Genova

08 Giugno 2022

Annabella De Robertis

Un lungo approfondimento di politica internazionale compare in prima pagina sul Corriere delle Puglie dell’8 giugno 1922. Al centro dei dibattiti c’è, infatti, l’esposizione alla Camera dei risultati della Conferenza di Genova da parte del Ministro degli Esteri Schanzer. «La Camera ha oggi ascoltato, con molta e deferente attenzione: il Ministro ha riportato un autentico successo. Era molto tempo che la politica estera non era esposta alla Camera da autentici parlamentari, ma invece da diplomatici di carriera chiamati a dirigere tecnicamente il Dicastero della Consulta.

L’Italia ha assolto con grande signorilità – riconosciuta da tutte le Nazioni – il difficile compito di organizzare la grande adunata di popoli, alla quale parteciparono trentaquattro Stati, ed ha contemporaneamente prestata la sua efficace cooperazione al raggiungimento dei fini essenziali della Conferenza», commenta il cronista. Stabilire in quale forma riallacciare i rapporti diplomatici ed economici con la Russia bolscevica è stato il punto più delicato affrontato nell’incontro internazionale tenutosi nel capoluogo ligure nel maggio ‘22.

Relaziona Schanzer: «C’è chi crede che si esageri di molto l’importanza della ricostruzione russa per il futuro dell’Europa e che meglio varrebbe abbandonare la Russia alla propria sorte; e chi pensa ancora, con nostalgia, a quella politica di intervento in Russia contro il regime bolscevico, che diede così amari frutti; e chi ancora vorrebbe mantenere intorno alla Russia una specie di “cordone sanitario politico”. La linea politica della Delegazione italiana a Genova fu volta decisamente a far rientrare la Russia nell’ambito della vita europea, affinché essa potesse contribuire a soddisfare i bisogni dell’Europa, dando i suoi prodotti in cambio delle merci altrui, ed affinché fosse consentito ridare il senso di sicurezza e della stabilità all’Europa. L’atteggiamento dell’Italia valse a determinare le basi di un accordo tra l’Occidente e la Russia, mentre la parola della pace è scaturita solenne dal patto di non aggressione accettato da tutte le potenze di Europa».

Questa pacificazione tra Russia e Occidente potrà offrire stabilità all’Europa, ne è convinto il Ministro: non si potrà più tornare indietro. «Quanto all’Italia, essa esce dal Convegno di Genova universalmente rispettata ed ingrandita nel suo prestigio internazionale», conclude Schanzer nel giugno di cento anni fa. Su questo, come su altre questioni, il Ministro sarà smentito dalla storia.

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