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Mitterrand vince le elezioni in Francia

Mitterrand vince le elezioni in Francia

Papa Wojtyla «tuona» contro l’aborto

11 Maggio 2022

Annabella De Robertis

«Con Mitterrand ha vinto la volontà di cambiare» titola in prima pagina «La Gazzetta del Mezzogiorno» dell’11 maggio 1981: il candidato François Mitterrand vince le elezioni presidenziali con il 51,8% dei voti e diventa il primo presidente socialista nella Francia della Quinta Repubblica. Ha battuto al secondo turno, con uno scarto di circa il tre per cento, il presidente uscente, Valery Giscard D’Estaing: i due si erano già affrontati nella corsa elettorale nel 1974. I francesi, quindi, hanno votato per il cambiamento, per l’alternanza democratica. Per alcuni analisti, però, il risultato sarebbe semplicemente frutto della stanchezza, della delusione degli elettori per le promesse non mantenute da Giscard, soprattutto in campo economico.

Festeggia la sinistra italiana: per Bettino Craxi ed Enrico Berlinguer, rispettivamente segretari del Psi e del Pci, ma anche per Pietro Longo, leader del Psdi, il cambio di passo in Francia può generare un’ondata di rinnovamento anche nel nostro Paese. Vive congratulazioni sono state espresse, naturalmente, anche del presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini.

A 65 anni Mitterrand, principale figura dell’opposizione della quinta repubblica di De Gaulle, è già stato undici volte ministro. In molti gli rimproverano il suo passato politico: in gioventù ha ricoperto, infatti, un incarico ufficiale nel governo di Vichy, ma si trattava di una copertura per poter continuare la lotta clandestina contro l’occupazione nazista. Ha ricevuto, però, in quel contesto, un’onorificenza dal maresciallo Petain, la «Francisque», usata nella battaglia elettorale dell’81 come pretesto per accusarlo di compromissione con tutti i regimi. Mitterrand costituirà un governo di socialisti, radicali di sinistra e comunisti, che però usciranno dalla maggioranza nel 1984 e ricoprirà la carica di Presidente della Repubblica per due mandati, complessivamente 14 anni, fino al 1995: un record rimasto ancora imbattuto.

Si avvicina l’appuntamento con il referendum del 17-18 maggio 1981: uno dei quesiti, promosso dal Partito Radicale, chiede la totale liberalizzazione della pratica abortiva già consentita dalla legge 194, entrata in vigore nel 1978. Giovanni Paolo II ha condannato ogni legge favorevole all’aborto e ha parlato in difesa della vita e dei nascituri, si legge sulla «Gazzetta», rivolgendosi ai partecipanti alla manifestazione del «movimento per la vita», nel corso del quale è intervenuta persino madre Teresa di Calcutta. Con l’88% dei voti, la proposta radicale sarà bocciata alle urne.

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