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Ferrovie del Gargano Dibattito alla Camera

Ferrovie del Gargano Dibattito alla Camera

Arriva il memorandum di Pio XI sulla Russia

10 Maggio 2022

Annabella De Robertis

«Il Memorandum del Papa per la Russia» titola in prima pagina il «Corriere delle Puglie» del 10 maggio 1922.

Alla Conferenza di Genova si discute, ormai da diverse settimane, delle modalità con cui riprendere i rapporti diplomatici e commerciali con la Russia, dopo la definitiva conquista del potere da parte dei Soviets e del partito bolscevico.

I delegati di Francia, Gran Bretagna, Giappone, Italia, Polonia, Romania e Svizzera hanno inviato al vicepresidente della Delegazione russa, Cicerin, un progetto di accordo, in cui si ribadisce che tutte le Nazioni dovrebbero astenersi da ogni propaganda sovversiva contro l’ordine ed il sistema politico vigenti in altri paesi: «il Governo Soviettista Russo si asterrà da qualsiasi ingerenza negli affari interni e si asterrà da ogni azione suscettibile di turbare lo statu quo territoriale e politico degli altri Stati. Sopprimerà anche ogni tentativo organizzato in aiuto dei moti rivoluzionari in altri Stati» è il fulcro della proposta di accordo degli occidentali.

In tale questione si inserisce, quindi, il Papa: «nell’ora storica nella quale si tratta della riammissione della Russia nel consorzio delle nazioni civili, la Santa Sede desidera che gli interessi religiosi, che sono la base di ogni vera civiltà siano salvaguardati in Russia», ha scritto Pio XI ai leader internazionali.

Il Pontefice domanda che nell’accordo che si stabilirà tra le potenze siano inserite esplicitamente tre clausole: che in Russia si garantisca piena libertà di coscienza per tutti, cittadini russi o stranieri, che si assicuri l’esercizio privato e pubblico della religione e del culto e che si restituiscano gli immobili appartenenti a qualsiasi confessione religiosa.

Le ferrovie e i telefoni Il «Corriere» riporta la discussione svoltasi alla Camera in merito alle proposte di legge per la costruzione delle ferrovie garganiche.

«Una regione di Puglia, il Gargano, che si estende per oltre mille chilometri quadrati dalle pianure del Tavoliere all’Adriatico, che ha più di 100mila abitanti, ricca dei più bei boschi del Mezzogiorno, dei più fertili oliveti, che ha prodotti agricoli e di pastorizia, manca di comunicazioni», denuncia l’on. Majolo.

Urge, pertanto, cominciare subito i lavori per ricongiungere i comuni garganici al resto del Paese e per permettere loro lo sviluppo dei traffici e lo sfruttamento delle risorse agricole: per vederla compiuta, tuttavia, si dovrà attendere quasi dieci anni.

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