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Per i crolli a Corato interviene il Governo

Per i crolli a Corato interviene il Governo

Il 9 maggio di cent’anni fa sul «Corriere delle Puglie»? Un tempo pessimo

09 Maggio 2022

Annabella De Robertis

La discussione sulla tragica situazione di Corato approda finalmente in Parlamento: è questa la notizia in prima pagina del «Corriere delle Puglie» del 9 maggio 1922. Da alcuni anni gli edifici del Comune della Provincia di Bari sono minacciati dall’azione lenta e silenziosa delle acque sotterranee, che, invadendo gli strati del suolo, erodono le rocce di fondazione e fanno crollare, in molti casi, le strutture. Quelle che resistono sono, in gran parte, da demolire poiché seriamente compromesse.
Nonostante le numerose denunce e le azioni intraprese dall’Amministrazione locale e dal Governo, continua lo stato emergenziale: dall’inizio dell’anno 1922 non si contano le notizie di crolli a Corato pubblicate sul «Corriere delle Puglie». L’ingegner Vincenzo Chiaia, invitando a porre subito rimedio alla questione, qualche giorno prima si rammaricava così sulle colonne del quotidiano: «Corato, la bella cittadina, che è stata antesignana nella modernità edilizia, Corato che per la bontà delle sue materie fabbrili e per la perizia dei suoi costruttori, ha ben meritato l’ammirazione e l’emulazione delle sue viciniori consorelle, vede ora venir meno la sua ricchezza edilizia per una forma latente giammai finora appalesatasi nei suoi catastrofici effetti».

Alla Camera sono i deputati pugliesi, naturalmente, a rivolgersi con veemenza al Presidente del Consiglio Facta. Il socialista Vella presenta un’interpellanza al Ministro dei Lavori Pubblici, seguono poi gli interventi del popolare Marino e del fascista Caradonna. Una delegazione di coratini capeggiata dal Sindaco sarà oggi ricevuta dal Ministro Riccio: bisogna trovare una soluzione immediata e strappare al pericolo la popolazione di più di 50 mila abitanti, che vanno accolti in abitazioni provvisorie.
La festa di San Nicola Nonostante il maltempo si è svolta senza intoppi la festa di San Nicola 1922: in piazza Mercantile si è celebrata di buon mattino la solenne Messa, poi è partita la processione della statua fino al Molo Posillipo. «La folla gremiva letteralmente la spiaggia del filosofo e tutte le adiacenze, i balconi e i terrazzi rigurgitavano di curiosi e quando le barche si mossero verso il largo fu incendiata una grande batteria a divozione dei fruttivendoli e vi fu pure un lancio di palloni». A sera, concerti per le strade e nelle piazze principali «sfolgoranti di luce per la grande illuminazione elettrica disposta ad archi»: a mezzanotte la statua è stata, infine, deposta nella chiesa di San Ferdinando.

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