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Un ballo a New York per sostenere il «Redentore» di Bari

Un ballo a New York per sostenere il «Redentore» di Bari

06 Maggio 2022

Annabella De Robertis

«In America si parla e si opera per i Salesiani di Bari»: è la notizia che spicca nelle pagine interne del «Corriere delle Puglie» del 6 maggio 1922. «L’eco dell’opera santa e ammirevole svolta in Puglia dai benemeriti padri, seguaci di don Bosco, è giunta negli Stati Uniti d’America e ha commosso l’animo dei tanti italiani che sentono la nostalgia del verde amarissimo mare nostro, del sole d’Italia». L’Istituto Redentore - inaugurato nel 1905 con il nome di «Leone XIII» - è stato fondato dal barese don Beniamino Bux in una zona periferica della città, che solo negli anni Cinquanta avrebbe assunto il nome di quartiere Libertà. Già impegnato in prima persona nel sostegno agli orfani e ai giovani emarginati, Bux ha fatto del progetto di una chiesa intitolata al Redentore, e di un orfanotrofio ad esso annesso, la sua unica grande missione. Dotato di una scuola elementare e, in seguito, anche delle classi del ginnasio inferiore, l’Istituto ha accolto fin da dalla sua nascita centinaia di fanciulli senza famiglia, perlopiù figli di caduti in guerra. Requisito per diversi anni dalle autorità sanitarie e militari, il Redentore vive, a partire dal 1920, una nuova fase di crescita ed espansione delle attività: il nuovo direttore don Federico Emanuel promuove diverse iniziative a sostegno dei piccoli ospiti e della loro formazione. «Nella città di New York», si legge sul «Corriere», «la quale noi europei consideriamo ed immaginiamo fantastica, esotica, strana, han saputo che l’Istituto è incompleto e non risponde alle esigenze. Han saputo che le camerate, le aule e un intero braccio dell’edificio devono ancora costruirsi, ma mancano i mezzi per tale costruzione. Gli italiani, i baresi, questi figli di Puglia che hanno in America sviluppato una grande attività, han pensato che non bisogna lasciare questa opera ammirevole patriottica e cristiana senza l’aiuto finanziario ed han pensato di organizzare qualcosa a favore dei nostri orfani del Redentore».

Apprendiamo, così, che il 15 maggio 1922 si terranno, alla Tammany Hall di New York, un gran concerto e un ballo a beneficio degli orfani ospitati dai Salesiani. Anima del comitato organizzatore è il sig. Spilotros: già ventimila lire si sono raccolte con la vendita dei biglietti ed altrettante ancora si spera di raccogliere durante l’evento. Don Emanuel riuscirà in quegli anni a completare la struttura, dotandola anche di un Istituto professionale per l’industria e l’artigianato, con corsi di meccanica, falegnameria e arti grafiche: la formazione tecnica dei ragazzi costituirà il cuore della missione salesiana a Bari.

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