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Un incidente diplomatico italo-greco in mare e la superspia presa a Bari

Un incidente diplomatico italo-greco in mare e la superspia presa a Bari

17 Marzo 2022

Annabella De Robertis

Nonostante grandi dichiarazioni di amicizia, i rapporti diplomatici tra il governo italiano e la Grecia, guidata dal presidente del consiglio Gunaris, si inaspriscono: il Corriere delle Puglie del 17 marzo 1922 riporta in prima pagina la notizia di due piroscafi italiani fermati e trattenuti dalle autorità greche. Il rappresentante del re d’Italia ad Atene ha richiesto al governo ellenico l’immediata riconsegna delle navi e il risarcimento dei danni. Il ministro della Marina ha, inoltre, dato mandato alle navi da battaglia, che si trovano a Taranto, di partire per il Pireo. Il blocco delle imbarcazioni italiane risulta grave visto che uno dei due piroscafi, al momento del sequestro, non si trovava in acque territoriali greche: nessun contrabbando di guerra, nessun ufficiale o soldato turco è stato trovato a bordo dalle autorità. Si attendono, dunque, opportune risposte da parte del governo ellenico.

L’arresto di una spia internazionale

É la presenza di spie a fare di una città un centro internazionale importante? Se lo chiede il cronista del Corriere delle Puglie che, quasi compiaciuto, riporta la notizia dell’arresto di un informatore straniero. Negli ultimi tempi si sono effettivamente riversati a Bari, tra i moltissimi commercianti stranieri – in particolar modo albanesi, jugoslavi, greci, assidui frequentatori di certi caffè, ristoranti, alberghi e creatori di una fitta rete d’affari sul territorio – anche numerosi avventurieri. Tra questi si è fatto notare nel capoluogo pugliese un certo Nicolas Zorografos, un uomo di 46 anni con indosso sempre una camicia nera. Spacciandosi di nazionalità greca, affermava di dover sbrigare alcuni affari: come in un romanzo, non mancava di narrare rocamboleschi dettagli sulla sua esistenza. La vita del sedicente commerciante ellenico era proseguita tranquilla, fino alla denuncia per truffa arrivata dai proprietari del Teatro Sociale e dell’albergo Savoia, in cui soggiornava. Le autorità hanno, dunque, avviato le indagini per accertare l’identità del sospetto: si è, così, scoperto che si tratta di un cittadino di Costantinopoli, ex ufficiale dell’esercito. La spia avrebbe operato, negli ultimi anni, tra Ungheria, Romania, al servizio ora dell’Inghilterra di Lord Kitchener, ora della Francia del generale Petain. Dopo un periodo a Parigi, ha ben pensato di approdare in Puglia per darsi a truffe di vario genere. «Bari», conclude il cronista, «sta diventando un po’ per volta un centro internazionale, davvero importante!».

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