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Il dopo Bonomi e la «morte dolce»

Il dopo Bonomi e la «morte dolce»

La macchina del tempo della «Gazzetta»

L’appuntamento giornaliero con Annabella De Robertis che ci riporta indietro nel tempo

21 Febbraio 2022

Annabella De Robertis

Si mette in moto, all’indomani delle dimissioni da parte di Bonomi, la macchina complessa delle consultazioni per la formazione di un nuovo governo. La debole presa di posizione nei confronti delle violenze in corso tra squadrismo fascista e movimento socialista ha determinato il fallimento di Bonomi: uomo probo, onesto, rigido e buono, ha cercato di instaurare una politica di pacificazione con la buone parole e con le buone intenzioni, non rendendosi conto, in certi momenti, che le une e le altre non davano alcun risultato mentre le lotte interne divampavano, si legge nell’articolo di fondo.
Il direttore Azzarita, tuttavia, è convinto che la figura politico-parlamentare di Bonomi esca pura ed integra dalla crisi e che a lui il Paese possa ancora rivolgersi con fiducia, ma in altra circostanza, in altro momento.

A bordo dell’Hellè nelle acque di Bari: il prefetto Olivieri, il questore Mantelli, il comandante dei Carabinieri Caforio e altre autorità civili e militari del capoluogo sono ospiti di un ricevimento a bordo dell’Hellé, uno dei più moderni incrociatori della Greci adibito a nave scuola e portante a bordo oltre 200 uomini e 18 cadetti, ancorata nel porto di Bari. Vermouth con dei piccoli sandwichs, dei bicchierini di aperetivo greco e birra sono offerti agli ospiti dagli ufficiali greci, mentre l’illustratore DiKean fissa con la sua matita le scene conviviali che si svolgono all’ombra del vessillo ellenico.
La morte dolce: un corsivo a firma di Sly riporta la notizia di una straordinaria innovazione proveniente dalla gagliarda America, che farà consumare d’invidia questa povera Europa barbogia. Si tratta, riporta con amara ironia il cronista, di una nuova forma di pena di morte, squisita e raffinata, attraverso l’asfissia, introdotta in uno Stato in cui è stato vietato l’utilizzo della sedia elettrica: la scienza è umanitaria, umanitaria perché siamo stanchi della vita ed essa ci porge il modo di accorciarla o di spezzarla [...] così la morte è più dolce.

Da Bisceglie. Per la tariffa delle vetture: un trafiletto denuncia l’assenza di un tariffario per le vetture di piazza: mancanza che, in una città di 40.000 abitanti, appare scandalosa e rende i vetturini arbitri della situazione in maniera tale che essi si ritengono padroni di poter avanzare richieste spesso favolose! Il cronista, non tanto velatamente, sembra insinuare nel lettore l’ipotesi che l’amministrazione comunale di Bisceglie non voglia intervenire per timore di nuovi scioperi da parte di questa categoria di lavoratori.

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