Venerdì 30 Luglio 2021 | 03:29

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La riforma della Giustizia
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L'intervista
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Il punto
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Il parere
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Il punto
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Il convegno
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Il commento
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L'intervista
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Il caso
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Il Biancorosso

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Il fatto

Come difendersi dallo sfratto per morosità ai tempi del Covid-19

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Chiaro obiettivo di chi scrive è far luce sulle possibilità che la legge riconosce in capo al conduttore/affittuario al fine di potersi difendere da una intimazione di sfratto per morosità.

Com’è noto, infatti, la procedura di sfratto, ove accordata dal Tribunale, implica il necessario rilascio dell’immobile abitato da parte del conduttore che, a causa del grave momento di dissesto economico (quale quello causato dalla crisi pandemica in atto) si trova nella incolpevole impossibilità di onorare il pagamento dei canoni di locazione.

Dapprima, addentrandosi nei “meandri” della nota legge sull’equo canone (L. n.392/78), il primo strumento di difesa riconosciuto è contemplato nell’articolo 55, con il quale si riconosce la possibilità che il debitore (citato in giudizio dinanzi al Tribunale) possa regolarizzare la propria posizione debitoria direttamente in sede di prima udienza - a condizione che ciò avvenga per non più di tre volte nel corso di un quadriennio, dispone la norma -.

Allo scopo di “venire incontro” alle esigenze del debitore, il quale, spesso e volentieri appare non essere nelle oggettive condizioni di far fronte al pagamento delle somme richiestegli, è previsto che il debitore/intimato, inoltre, possa chiedere il cd. termine di grazia, ovvero una “concessione” che il giudice fa all’intimato di ottenere un ulteriore lasso di tempo pari a giorni 90 per consentirgli di dipanare la propria morosità, scongiurando così la convalida dello sfratto ed il consequenziale rilascio dell’immobile.

Questa delicata tematica, inoltre, è stata oggetto di attenzione da parte del Decreto Milleproroghe 2021: segnatamente, il D.L. n.183/2020 ha prorogato al 30.06.2021 la sospensione dei provvedimenti di rilascio degli immobili per morosità.

Più di recente, ancora, si segnala come in sede di conversione in legge del Decreto “Sostegni”, sia stato proposto un sostanziale emendamento nel senso di prevedere che:

- a decorrere dal 1 luglio 2021 verrà data esecuzione ai provvedimenti di rilascio adottati prima del 28 febbraio 2020;

- a decorrere dal 1 ottobre 2021 sarà data esecuzione ai provvedimenti di rilascio adottati tra il 28 febbraio ed il 30 settembre 2020;

- in conclusione, con l’avvento del nuovo anno, sarà il turno dei provvedimenti rilasciati dal 1 ottobre 2020 e sino al 30 giugno 2021.

In ultima analisi, occorre far presente come il tema dello sfratto per morosità implichi conseguenze anche sotto il profilo fiscale e, segnatamente, per quanto concerne l’obbligo dichiarativo del locatore di riportare in dichiarazione reddituale l’ammontare dei canoni di locazione ai fini della tassazione.

Infatti, l’art. 26 del TUIR (Testo Unico Imposte sui Redditi) dispone che “I redditi derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo, se non percepiti, non concorrono a formare il reddito, purché la mancata percezione sia comprovata dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento”.

Con ciò, si segnala di prestare molta attenzione al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi, in quanto, per disposizione di legge, il proprietario di casa che non percepisce i canoni di locazione (dovuti ad una condizione di dissesto economico del conduttore), non sarà tenuto a riportarli in dichiarazione e, di riflesso “pagarci sopra le tasse”, in quanto trattasi di somme in concreto mai incassate e, come tali, non imputabili ai fini della formazione del reddito complessivo da assoggettare a tassazione.

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