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In Puglia e Basilicata

Trapani - Appalti truccati, un arresto

Trapani - Appalti truccati, un arresto
Filippo Messina, presidente commissione aggiudicatrice gare d'appalto al Comune; avrebbe ricevuto denaro per agevolare l'aggiudicazione dei lavori

21 Ottobre 2004

TRAPANI - Agenti di polizia hanno effettuato un blitz questa mattina negli uffici del Comune di Trapani per arrestare un dirigente del settore «lavori pubblici». Si tratta di Filippo Messina, accusato di corruzione, falso, turbativa plurima di appalti pubblici.
Il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso dal gip del tribunale di Trapani, su richiesta della procura.
I poliziotti della squadra mobile e della sezione di polizia giudiziaria della procura hanno fatto irruzione negli uffici comunali poco dopo che il dirigente aveva iniziato a lavorare alla sua scrivania.
L'operazione trae origine da una più vasta indagine, che parte dopo l'esame avviato dalla Squadra Mobile e dalla Procura della Repubblica di Trapani sulla regolarità del sistema degli appalti indetti da vari Enti locali del Trapanese. L'analisi è diretta ad accertare il grado di diffusione del sistema di corruzione.
Secondo gli investigatori, vi sarebbe un sistematico controllo delle gare d'appalto da parte della criminalità organizzata che le gestirebbe. Questa operazione, secondo gli inquirenti, sarebbe spesso favorita ed agevolata dai funzionari pubblici.
Il controllo serrato da parte della polizia sulla gestione degli appalti serve a evitare che alla vigilia di importanti appuntamenti, come l'edizione del prossimo anno delle competizioni velistiche internazionali legate all'Americàs Cup, che concentreranno sulla città di Trapani la gestione degli ingentissimi finanziamenti straordinari previsti, possano essere pilotati dalla criminalità organizzata.
La polizia ha circondato gli uffici comunali, bloccando ogni uscita, e dopo aver arrestato il dirigente del settore dei lavori pubblici, l'ingegnere Filippo Messina, hanno iniziato una perquisizione.
Messina, secondo l'accusa, nella qualità di dirigente del settore lavori pubblici del Comune di Trapani e presidente della commissione aggiudicatrice delle gare d'appalto, avrebbe ricevuto somme di denaro da parte di alcuni imprenditori per agevolarli nell'aggiudicazione dei lavori.
L'inchiesta scaturisce dalle indagini effettuate su alcuni imprenditori, fra cui Giuseppe e Michele Daidone, padre e figlio - quest' ultimo arrestato in un'altra vicenda, per concussione - da cui sono emersi i collegamenti con Messina e le presunte tangenti pagate.
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