Già in viaggio dal Venezuela
Liberato Trentini, le lacrime di gioia dei genitori
Un boato di felicità e liberazione ha accolto all’alba la notizia della scarcerazione di Alberto Trentini in America Latina ed in Italia. A Venezia le campane hanno risuonato a festa in tutte le chiese, svegliando la città. Liberato anche l'imprenditore torinese Burlò
Un boato di felicità e liberazione ha accolto all’alba la notizia della scarcerazione di Alberto Trentini in America Latina ed in Italia. A Venezia le campane hanno risuonato a festa in tutte le chiese svegliando la città. Grandissime la commozione, la felicità e le lacrime di gioia dei genitori Armanda Colussi ed Enzo Trentini che dopo 423 giorni di angoscia hanno potuto parlare col figlio, che si trovava in sicurezza all’Ambasciata d’Italia a Caracas. L’aereo che lo riporterà a casa è già decollato da Ciampino. E’ una liberazione che scaccia il terrore dell’attesa delle ultime ore per la sorte del 46enne operatore umanitario, detenuto senza accuse formali, senza sapere perché é stato arrestato, nel carcere di El Rodeo Uno, a Guatire, a circa un’ora da Caracas. Un’angoscia accentuata dalla sinistra fama del carcere, noto per essere una delle prigioni simbolo delle violazioni dei diritti umani in Venezuela, spesso descritta come un "centro di tortura" dalle organizzazioni per i diritti umani e dai familiari dei reclusi.
Colllaboratore dell’organizzazione non governativa Humanity & Inclusion, Trentini era stato arrestato il 15 novembre 2024 mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito. La conferma ufficiale della sua detenzione era stata fornita all’Ambasciata d’Italia solo dopo due mesi. Prima di Alberto Trentini era liberato Mario Burlò, imprenditore piemontese detenuto dal novembre 2024 con generiche accuse di terrorismo dopo essere entrato via terra dalla Colombia. Burlò che in carcere ha conosciuto Alberto Trentini ha raccontato numerosi particolari della detenzione di entrambi. "Nel penitenziario Rodeo - ha affermato -"si stava sempre nella cella, tranne un’ora al giorno per andare al corridoio esterno dove si vede il cielo. Per portarti lì le guardie ci ammanettavano e mettvano un cappuccio sulla testa. Quando è arrivato, Alberto era sconvolto. Io e lui avevamo attacchi di ansia, per cui il servizio infermeria ci dava delle pillole antidepressive. Ma Mario era più controllato e riusciva a rimanere calmo".
Finita l’odissea anche per Mario Burlò imprenditore torinese detenuto per mesi in Venezuela, liberato nelle scorse ore. Burlò, che si trova ora nell’ambasciata italiana a Caracas in attesa dell’aereo partito da Roma che lo riporterà in Italia era stato arrestato in Venezuela nel novembre 2024. Era stato fermato a un posto di blocco mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito con accuse che non sono mai state chiarite e i suoi legali hanno sempre sottolineato che era detenuto ‘arbitrariamente’ senza che a suo carico fosse formalizzata alcuna accusa. Burlò, che aveva detto alla famiglia che sarebbe partito per il Venezuela per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, risiede alle porte del capoluogo piemontese ed e’ a capo di diverse aziende. Nel febbraio 2025 e’ stato assolto in Cassazione per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito di un processo sulla ’ndrangheta in Piemonte e nei giorni scorsi il Tribunale di Torino aveva stralciato la sua posizione sul crac dell’Auxilium Basket.