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In Puglia e Basilicata

L'intervista

Stea al governatore Emiliano: «Accordo con la lista Mastella o i nostri voti tornano a destra»

Stea al governatore Emiliano: «Accordo con la lista Mastella o i nostri voti tornano a destra»

Spiega l’assessore regionale: «Letta ci snobba con Renzi e Calenda, è difficile relazionarsi anche se staremmo bene nel terzo polo»

09 Agosto 2022

Michele De Feudis

Gianni Stea, assessore regionale della giunta Emiliano, e vicesegretario nazionale di Noi di Centro, il partito di Clemente Mastella. È pronto per le elezioni politiche?

«Siamo pronti. La novità è che non raccoglieremo le firme perché abbiamo firmato un accordo con il parlamentare Raffaele Fantetti, leader del partito Europeisti, presente già in Senato. Noi però in Puglia avevamo già raccolto quasi quattromila firme».

Noi di Centro cambia simbolo dopo questa intesa?

«Il nuovo simbolo l’ho inventato io. Come alle regionali, porta fortuna: “Popolari con Emiliano” ha sbancato nel 2020. Dal notaio romano Claudio Togna abbiamo depositato il nuovo logo con “Noi di Centro”, in evidenza le lettere “Dc” che richiamano la Balena bianca e il nome del nostro leader Clemente Mastella in grande».

Che alleanze sono in ballo?

«Al momento ci sono trattative. Eravamo pronti a far l’accordo con il segretario nazionale del Pd Enrico Letta, ma…».

Che è successo?

«Registriamo delle residenze interne nei nostri confronti. Si dà spazio ai Verdi, a +Europa, che non so quanto valgono, mentre “Noi Di Centro”, nei sondaggi all’1,2%, viene ignorato. Da qui un invito al governatore Emiliano».

Quale?

«Deve provare a formare anche a livello nazionale una coalizione sul modello di quella pugliese, aperta ai centristi come noi e pure ai 5S. Solo così si torna competitivi».

Idealmente dove voi centristi stareste meglio però?

«Nel terzo polo, ma confrontarsi con Calenda e Renzi non è facile. C’è stato un abboccamento. Lì ci sentiremmo a casa. C’è però dell’astio che non ha nulla di politico. Del resto siamo disponibili anche ad accordi locali».

Quindi?

«Al momento andiamo da soli. Facciamo presente a Letta che così non va bene. Poi Emiliano non deve trattare solo per l’assessore Sebastiano Leo come rappresentate delle civiche. Leo rappresenta una sigla che non esiste elettoralmente».

Senza accordo non si fa nulla?

«Non andremo con il centrodestra. Voglio essere leale con il centrosinistra, ma bisogna riunire tutti i cocci. Non ci sentiamo rappresentati da Leo, noi siamo i popolari. Senza condivisione, l’elettorato, in particolare modo il nostro che nasce nel centrodestra, tornerà a casa, votando la coalizione di Salvini, Meloni e Berlusconi. E le sirene sono già arrivate, ma siamo seri e non cambiano schieramento facendo il salto della quaglia».

In Puglia?

«Farò la lista, negli uninominali saremo determinati nel far vincere o perdere il centrosinistra. Mastella ha fatto una lista per De Luca e ha l’assessore al Turismo. I voti ci sono».

Tiriamo le somme.

«Chiediamo l’accordo per un posto nel proporzionale nella lista del Pd e per i collegi. Un posto in Puglia e uno in Campania. In caso contrario noi ci presentiamo livello nazionale, anche nelle circoscrizioni estere».

Non volete rompere.

«Si può anche fare un accordo a livello regionale. Se ci snobbano, andremo da soli».

Lei si candiderà?

«Al momento vorrei scendere in campo se ci sono le condizioni. Altrimenti darò spazio ad altri, stando fermo un giro».

Andando contro il centrosinistra alle politiche, ci saranno difficoltà in giunta regionale?

«Non si può pretendere di non firmare accordi, non condividere spazi e collegi e poi chiedere di allinearsi e votare Pd. E troppo. Davvero non esageriamo».

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