Venerdì 30 Settembre 2022 | 14:49

In Puglia e Basilicata

Il caso

«L'acqua del Sele va alla Puglia la Campania non può opporsi»

«L'acqua del Sele va alla Puglia la Campania non può opporsi»

La sorgente del Sele

La sentenza: bocciato il governatore De Luca che voleva fermare Aqp. L’assessore Piemontese: «Accordo vicino con i campani», entro settembre l’apertura della nuova galleria idrica

08 Agosto 2022

Massimiliano Scagliarini

BARI - C’era voluto Vincenzo De Luca, re di Salerno, per togliere alla Puglia ciò che aveva fin dall’anno 1942, a firma Vittorio Emanuele III. La concessione per utilizzare le acque del fiume Sele, che da quasi un secolo dissetano la provincia di Bari e il Nord Barese, cancellata dalla Regione Campania con un tratto di penna nel 2018, il giorno dopo averla rinnovata, pur senza mai chiudere i rubinetti. Lo scopo della mossa era apparso chiaro fin da subito: far sentire i pugliesi «abusivi» e costringerli, come hanno fatto, a sedersi al tavolo per negoziare. Ma adesso il Tribunale superiore delle Acque Pubbliche ha detto che, semplicemente, non si poteva fare. La concessione è valida, la Campania ha perso la guerra dell’acqua e potrà - tutt’al più - puntare a una onorevole tregua.

Il confronto in corso è infatti una partita a scacchi sulla testa dei pugliesi. Che tiene bloccato da più di quattro anni (la «Gazzetta» ne ha parlato il 20 luglio) la nuova galleria Pavoncelli-bis, il tunnel costruito sotto l’Irpinia per sostituire quello crollato nel terremoto del 1980 e portare l’acqua del Sele-Calore nella rete dell’Acquedotto Pugliese. Il Tsap (una sorta di sezione specializzata della Cassazione in cui siedono anche consiglieri di Stato e un esperto tecnico) ha accolto alcuni giorni fa il ricorso presentato da Aqp (avvocato Alessandro Amato) contro la Regione Campania, che in due giorni consecutivi del novembre 2018, dopo una istruttoria durata appena nove anni, aveva prima rinnovato e poi annullato in autotutela il rinnovo della concessione di derivazione delle acque della sorgente Sanità di Caposele, che garantisce alla Puglia 363 litri al secondo fin dal 1942. Perché? Perché mancava un parere, quello dell’Ente idrico campano, che durante l’istruttoria non era stato espresso e che per la legge è soltanto facoltativo.

Le motivazioni della decisione del Tsap non sono ancora note. Ma il ricorso dell’Acquedotto Pugliese puntava sulla irritualità (diciamo così) di un annullamento in autotutela disposto da un dirigente diverso da quello che solo il giorno prima aveva concesso la proroga per nove anni, rilasciata al termine di una lunga e approfondita istruttoria con tutti i pareri positivi previsti dalla legge (compreso quello dell’Autorità di bacino cui spetta la tutela idrogeologica) in un tavolo tecnico attivato appositamente dal ministero dell’Ambiente. E con una postilla (la possibilità di «ridefinizione dei prelievi effettuati nei sistemi idropotabili Sele-Calore ed Ofanto nelle more della sottoscrizione dell’Accordo Unico») che lasciava uno spiraglio per l’obiettivo dei campani. Cioè i soldi dei pugliesi a fronte dell’utilizzo della «loro» acqua.

È per questo infatti che la Campania sta tenendo in ostaggio la nuova galleria Pavoncelli-bis, che non apre in attesa della firma dell’accordo su cui pure le due Regioni hanno raggiunto l’intesa definitiva già a metà luglio, partendo da un protocollo di intesa del 2012 che già riconosceva il principio. Ovvero che la Campania (così come avviene con la Basilicata) ha diritto al ristoro ambientale per l’acqua che cede alla Puglia. L’intesa è stata trovata su 6 centesimi di euro per ogni metro cubo destinato a uso potabile, cifra in linea con quella riconosciuta alla Basilicata e più bassa rispetto alla richiesta campana. Gli ultimi dettagli tecnici dell’accordo sono stati definiti giusto la scorsa settimana, anche grazie alla mediazione dell’Autorità di bacino interregionale guidata da Vera Corbelli. «Con il mio omologo campano Fulvio Bonavitacola - dice l’assessore ai Lavori pubbici pugliese, Raffaele Piemontese - c’è stato sempre un rapporto di grande rispetto istituzionale. Approfondiremo le conseguenze della sentenza del Tribunale delle acque, di cui leggeremo le motivazione, ma sono certo che troveremo un accordo positivo e vantaggioso per le esigenze dei cittadini pugliesi e campani». L’obiettivo è far sì che la Pavoncelli apra entro settembre.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725