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In Puglia e Basilicata

L'INTERVISTA

«Il congresso del Pd Puglia? È il tempo del rinnovamento»

«Il congresso del Pd Puglia? È il tempo del rinnovamento»

Il parlamentare foggiano del Partito Democratico Michele Bordop

Parla l'onorevole di Manfredonia Bordo: «I nomi? Piemontese può guidare il partito nella regione»

07 Luglio 2022

Michele De Feudis

Onorevole Michele Bordo, esponente dell’area vicina al ministro Andrea Orlando, sono iniziate le grandi manovre del congresso Pd Puglia?

«Al momento non ci sono state discussioni ufficiali. Solo voci».

Il commissario ad acta Francesco Boccia lavora su regole per «aprire» il partito…

«Abbiamo bisogno di norme chiare, trasparenza nel tesseramento, e di un percorso condiviso da tutti. Il tesseramento online è una novità sacrosanta: consentendo una sola iscrizione per carta di credito, evitiamo di ritrovarci di fronte a esagerazioni come è successo in altre regioni, soprattutto del Sud. Ci vuole un tesseramento vero».

I temi politici: le amministrative sono andate bene, il campo largo un po’ meno…

«Ci dobbiamo intenderci su cosa è in Puglia il centrosinistra e cosa è il centrodestra e bisogna costruire alleanze dentro valori di riferimento certi e chiari. Non è possibile la transumanza spregiudicata da una parte all’altra. Così si confondono gli elettori».

Una critica al civismo emilianista?

«No. Ho fatto il segretario regionale dei Ds qualche anno fa e allora ero tra quelli che alimentarono la “primavera pugliese”, aprendo a contributi esterni ai partiti. Il civismo è un valore aggiunto determinante, ma non deve essere qualcosa di indistinto».

Alla segreteria regionale si potrebbe arrivare con una soluzione unitaria?

«Ho posto il tema di un governo del partito in discontinuità con quanto è avvenuto negli ultimi anni. Stimo Lacarra ma però penso che sia arrivato il momento per segnare un cambio. Avremmo bisogno di una soluzione che consenta un rilancio e una centralità del Pd nel panorama pugliese, per un progetto politico largo. È il momento di rivitalizzare i territori e i circoli. Tutto questo non esclude, se ci fossero le condizioni, una scelta unitaria».

I primi nomi sono in campo: Lacarra, Piemontese…

«Prima dei nomi, è utile riflettere sui temi politici. Ci sono questioni irrinunciabili: a partire dal ruolo della vita democratica delle forze di centrosinistra, senza dimenticare Pnrr e Sanità. In queste ore c’è l’ipotesi Piemontese: ha una esperienza e avrebbe le caratteristiche giuste per fare il segretario. Ma prima partiamo da un ragionamento profondo sulle idee».

Il centrosinistra da Conte a Calenda?

«Deve provare a mettere assieme tutte le forze che fanno riferimento a certi valori. L’alleanza non può essere un accozzaglia di sigle. Il Pd deve mettere al centro la sua agenda di governo dei prossimi anni, a partire dai temi sociali: l’aumento dei salari, la riforma del Rdc, l’occupazione giovanile, il sostegno al ceto medio».

Per concludere l’errore da non fare nel congresso pugliese?

«Non bisogna operare come in passato, quando c’erano accordi a tavolino per scegliere il segretario. Avremmo dovuto invece discutere di politica. Non l’abbiamo fatto e così siamo arrivati in questa fase in affanno».

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