Domenica 14 Agosto 2022 | 12:46

In Puglia e Basilicata

Il caso

«Operatori pugliesi in crisi e i fondi a eventi effimeri»

«Operatori pugliesi in crisi e i fondi a eventi effimeri»

Associazioni del Partenariato e i sindacati: Emiliano ci ascolti

28 Giugno 2022

Marisa Ingrosso

«Il settore Cultura e Spettacolo della Puglia in crisi si mobilita per denunciare la disattenzione della politica». Si intitola così il comunicato vergato da AGIS ANEC, SPETTACOLO DAL VIVO, ANESV, AGICI, CNA Cinema e audiovisivo Puglia, Confartigianato, Confcooperative Cultura Turismo Sport, Confcommercio, CNA Cinema e audiovisivo Puglia, C.Re.S.Co, Distretto Puglia Creativa, unitamente a SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, CISAL PUGLIA, che partecipano al Partenariato culturale e che «chiedono alle forze politiche di maggioranza e opposizione in Consiglio regionale una immediata integrazione delle risorse di settore per le imprese culturali nel prossimo assestamento di bilancio previsto a luglio». In ballo, lo dicono chiaro, c’è la sopravvivenza del settore.

Gli operatori denunciano: «Che da tempo la politica regionale si stesse disinteressando delle imprese culturali pugliesi era ormai chiaro, ma che si adottassero scelte così esplicitamente tese ad abbandonare l’intero comparto al proprio destino, lo si è compreso a seguito del partenariato cultura tenutosi il giorno 24 scorso».

«Dopo mesi di appelli, richieste, attese vane e incontri tra associazioni di categoria, sindacati e stakeholders (termine inglese che indica tutti i soggetti interessati; ndr), alle imprese pugliesi è stato chiaramente comunicato che non potranno più contare su risorse sufficienti per la programmazione delle attività e il mantenimento dei livelli occupazionali - continuano - Si tratta di luoghi e operatori dello spettacolo che, grazie anche alla lungimiranza della Regione Puglia nell’ultimo decennio, hanno contribuito a creare occupazione e ad incrementare il PIL regionale, si trovano oggi dinanzi a scelte incomprensibili e tagli insostenibili».

I firmatari parlano di «minata capacità della Regione di farsi carico delle necessità del settore, generando scelte discutibili e alle volte autoreferenziali da parte delle strutture, come i gravi fatti di cronaca recente testimoniano, a detrimento dell’immagine e dei reali interessi di un comparto che – proprio perché pesantemente danneggiato dalla pandemia – ora più che mai ha bisogno di sostegno».

Il Partenariato evidenzia come i tagli da ultimo prefigurati non solo costituiscano un errore strategico, ma risultino «ancor più intollerabili alla luce delle risorse che invece la Regione non fa mancare a grandi eventi spesso effimeri che durano qualche giorno a discapito delle imprese che operano e generano economia e lavoro sul nostro territorio tutto l’anno». Chiedono: al presidente Emiliano di conferire «pieni poteri ad un assessorato che possa dedicarsi con la giusta cura al settore»; il ritorno ad una piena operatività dell’Apulia Film Commission che ha «trovato il tempo e le risorse economiche per sponsorizzare un festival cinematografico dai risvolti - purtroppo noti alla recente cronaca - letteralmente disastrosi, oltre che gravissimi anche per l’immagine della Regione».

Infine, quanto alla situazione delle sale cinematografiche, l’ANEC sottolinea: «Da un sondaggio fatto su tutte le imprese è emerso che, vista l'insostenibilità economica aggravata dall'incremento dei costi fissi - specie quelli energetici - e dall’assenza di sostegni regionali, il 64% delle sale pari a 166 schermi sospenderà l'attività a cominciare dalla seconda decade di luglio. Ne resteranno quindi operativi solo il 26% per 68 schermi in gran parte riferibili alle strutture multiplex gestiti dalle catene multinazionali che peraltro continueranno ad operare con un numero di schermi ridotto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -

BARI

 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725