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In Puglia e Basilicata

L'intervista

«L’asse Pd-5S-civici a Taranto modello per il Mezzogiorno»

«L’asse Pd-5S-civici a Taranto modello per il Mezzogiorno»

Boccia a vendoliani e 5S: «Le divisioni a Barletta? Fanno vincere la destra»

15 Giugno 2022

Michele De Feudis

«In Puglia? Abbiamo eletto tanti giovani sindaci e tante donne. Manca solo la conquista di Barletta». Francesco Boccia, responsabile nazionale enti locali per il Pd, è raggiante per i risultati delle ultime amministrative.

Che bilancio si può fare dopo il primo turno in Italia e in Puglia?

«Nel Paese il Pd è primo partito da Nord a Sud con una esplosione auspicata ma piacevolmente sorprendente nei numeri soprattutto sopra, sotto e intorno al Po. In città come Parma, Piacenza, Verona, Como, Cuneo abbiamo ottenuto numeri straordinari, triplicando spesso la Lega, Abbiamo confermato Padova in maniera brillante con l’ottimo sindaco Giordani. Poi c’è la splendida vittoria di Taranto che dimostra due cose: quando c’è una visione collettiva di futuro - una società più giusta, un mondo senza carbone, un orizzonte non solo di acciaio, ma di cultura, mare, terra e innovazione tecnologica - il centrosinistra stravince con Melucci eccellente sindaco garante; il suo successo è simile al successo di Manfredi a Napoli, fondato sull’unità dei progressisti e dei riformisti nel campo largo. Non tutto il Sud è uguale, fanno male le sconfitte di Palermo e Messina...».

Paga il sostegno leale del Pd al governo Draghi?

«E’ premiata la schiena dritta, la serietà delle posizioni e la coerenza, insieme alla capacità di assumersi la responsabilità di dire al governo che bisogna cambiare, quando qualcosa non va. Questo è l’esito virtuoso del lavoro di Enrico Letta, con il suo forte europeismo: siamo il partito dei diritti, della giustizia sociale e dello sviluppo sostenibile sempre ancorati all’Ue. Stante tutto questo, sappiamo che non siamo autosufficienti: vogliamo allargare e unire, con i partiti e le civiche».

Il confronto è con il 2017, quando i grillini erano in ascesa ma soprattutto alternativi ai dem….

«Avevamo già riportato al centrosinistra a ottobre le cinque grandi città italiane a partire da Roma, e vinto a Napoli e Bologna con i 5S. Il nostro è un lavoro faticoso, per costruire un fronte ampio e inclusivo».

Il campo largo funziona?

«Quando si saldano le anime della coalizione come a Taranto, si vince. Quando ci sono divisioni, come a Palermo e l’Aquila, vince la destra».

La coalizione extra large emilianista, così definita dl politologo Onofrio Romano, fa guardare con fiducia alle politiche?

«La Puglia si è confermata anche in questa tornata tra le migliori regioni come performance per il centrosinistra. La sorpresa è stata la Lombardia… In Puglia le destre sono ridotte al lumicino: i leader dei conservatori troveranno gli alibi ma hanno inanellato sconfitte nette. Ora dobbiamo vincere i ballottaggi, a partire da Barletta, Molfetta, Santeramo, Palagiano e Castellaneta».

Ci sono vittorie inattese?

«A Terlizzi è finita “l’era Gemmato”, vince il centrosinistra unito con un grande lavoro sul territorio del Pd, fatto da Francesco Paolicelli e Domenico De Santis. A Bitonto c’è stato un successo di rilievo, poi la conferma di Martina Franca…».

Il ruolo del Pd sarà quello di cardine della coalizione verso le politiche. Si dovranno fare concessioni ai civici e ai 5S in caduta libera?

«Quando si fa una alleanza le concessioni sono legate al futuro e quindi ai contenuti e a una visione di società più giusta. Quando c’è un coordinamento politico e una linea nei principi - scuola e sanità pubblica, ambiente, giustizia sociale - si rispetta il ruolo guida del Pd: in questo caso le soluzioni per la rappresentanza dei territori si trovano facilmente».

I civici pugliesi potrebbero entrare nel Pd, come ipotizza Emiliano?

«Sabato ci sarà l’assemblea regionale dei circoli Pd, e sarà una occasione di confronto con Raffaele Piemontese, Antonio Decaro e Loredana Capone, che lavorano con impegni per definire le regole congressuali. Quando avremo le norme, con le Agorà tutti potranno partecipare alla vita del Pd, alimentando un raccordo federale con le civiche. E sono sicuro che Michele Emiliano è il primo a voler rafforzare il coordinamento tra civiche e il Pd. Sarà un lavoro pilota anche per altre regioni. Con Michele lo diciamo da anni ed è arrivato il momento di metterlo in atto sempre e comunque partendo dalla centralità del Pd che lui stesso ha a cuore».

Ha già previsto in agenda una tappa con comizio a Barletta?

«Ci siamo organizzando. Ci sarò. Faccio un appello alla sinistra rappresentata dal candidato Carmine Doronzo e ai 5S: uniamo le forze e garantiamo a Barletta un’amministrazione progressista; divisi facciamo vincere la destra e si tradirebbe la storia della città».

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