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Lo scandalo in Puglia

Lerario, appalti urgenti per tv e frigoriferi: così l'ex dirigente usò i soldi della Protezione civile

Lerario, appalti urgenti per tv e frigoriferi: così l'ex dirigente usò i soldi della Protezione civile

Tra gli appalti per i quali la Procura di Bari contesta la corruzione a Lerario e ai due imprenditori (il processo comincerà il 16 giugno) c’è quello per la ristrutturazione dell’ala affidata ai volontari della Protezione civile nella caserma di Jacotenente, nella Foresta Umbra

06 Maggio 2022

Massimiliano Scagliarini

BARI - Gli appalti per la Protezione civile possono utilizzare procedure semplificate e accelerate, pensate per fare fronte alle emergenze. Ma è proprio in questo contesto - secondo la Finanza - che si annida il vulnus degli affidamenti effettuati dall’ex dirigente regionale Mario Lerario ai due imprenditori Donato Mottola e Luca Leccese, arrestati il 23 dicembre e tuttora ai domiciliari. Perché - questo è il tema dell’indagine, non ancora conclusa - le regole sono state piegate o ignorate: con la scusa dell’emergenza, ad esempio, Lerario ha comprato anche televisori e frigoriferi.

Tra gli appalti per i quali la Procura di Bari contesta la corruzione a Lerario e ai due imprenditori (il processo comincerà il 16 giugno) c’è quello per la ristrutturazione dell’ala affidata ai volontari della Protezione civile nella caserma di Jacotenente, nella Foresta Umbra. Un intervento da 85mila euro affidato a luglio 2019, in «somma urgenza», alla Edil Sella di Leccese: da un sopralluogo era emerso che la struttura versava in condizioni precarie, con in servizi igienici non utilizzabili. La Finanza ha acquisito gli atti del procedimento, e in particolare la copia del computo metrico. Nell’elenco degli acquisti figurano l’antenna satellitare, la centralina satellitare, quattro kit Tv-sat, quattro lavatrici da 6 kg, quattro televisori da 32 pollici con sintonizzatore satellitare e 16 frigoriferi Hisense da 150 litri per un totale di circa 19mila euro. Tutto materiale per il quale, annota la Finanza, «sembrano difficilmente ipotizzabili le ragioni che sottendono la somma urgenza».

Ma non è l’unico esempio di procedura in somma urgenza su cui la Finanza ha sollevato dubbi. Nell’elenco ci sono ad esempio i lavori per la realizzazione della tendopoli nel ghetto di Rignano Scalo, affidati il 6 dicembre 2019 sempre alla Edil Sella per 190mila euro. La spesa per allestire la struttura destinata ai migranti è stata quantificata con un preventivo della ditta di Leccese che i militari hanno trovato nel server durante le perquisizioni in Regione. È allegato a una mail del giorno precedente l’affidamento, e prevede la sistemazione di un piazzale di circa 10mila metri quadrati. La Finanza ha fatto però notare che il preventivo «reca la data del 04/11/2019 sebbene dagli atti posti in essere dalla stazione appaltante emerge che l’esigenza a base della somma urgenza si sia palesata solo in data 04/12/2019»: potrebbe essere un errore, oppure - esattamente come è stato rilevato in altri appalti della Protezione civile - era stato preparato prima. Fatto sta che l’anno successivo alla stessa impresa viene affidato un altro appalto da 180mila euro per la manutenzione della strada di accesso al ghetto: in questo caso, secondo chi ha svolto le indagini, dagli atti non è nemmeno possibile capire quale sia la procedura amministrativa adottata. «Ove la stazione appaltante abbia proceduto ad affidamento diretto, si ritiene di dover valutare la violazione del principio di rotazione», quello che impone - anche in urgenza - di non utilizzare sempre le stesse ditte.

Oltre alle tangenti per 30mila euro (che sono alla base dell’accusa di corruzione contestata dal procuratore Roberto Rossi e dall’aggiunto Alberto Coccioli), l’inchiesta ha ricostruito anche i favori e i regali ricevuti dall’ex dirigente. Il 1° giugno 2021 ad esempio Lerario si è incontrato con Mottola a Barletta, per un sopralluogo finalizzato a installare dei container. Poco dopo l’imprenditore lo richiama e gli chiede di tornare indietro per consegnargli «una cosa». Cosa fosse lo racconta lui stesso al telefono: «Mi hanno regalato del cannoli siciliani per la nostra dieta (...) e una cassettina di pomodori».

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