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Il «tesoretto» pugliese dei «conti dormienti»

Il «tesoretto» pugliese dei «conti dormienti»

Dimenticati e poi resi ai risparmiatori ben 21 milioni

28 Marzo 2022

Gianpaolo Balsamo

«Rapporti Dormienti» rimborsati in Puglia dal 2011 al 2022 clicca qui per scaricare il file

Oltre 21 milioni di euro di «rapporti dormienti» rimborsati in 12 anni. A tanto ammonta il «tesoretto» pugliese (composto da conti correnti, libretti bancari e postali, depositi di denaro, azioni, obbligazioni, certificati di deposito, fondi d’investimento e assegni circolari) che è stato restituito dal 2011 ad oggi agli aventi diritto ma che rischiava di finire definitivamente nelle casse dello Stato in quanto non movimentato da oltre 10 anni, senza che i legittimi titolari avessero più la possibilità di richiedere indietro le loro somme di denaro dimenticate.

È quanto emerge dall’analisi dei dati forniti alla Gazzetta da Consap (Concessionaria servizi assicurativi pubblici spa, nata nel 1993 in seguito alla scissione dall'Istituto nazionale delle assicurazioni), interamente partecipata dal Ministro delle Economie e Finanze che, tra le sue oltre 40 linee di attività per conto di diverse Istituzioni italiane, distinte tra servizi assicurativi pubblici, finanziari e di sostegno, gestisce anche le domande di rimborso dei «rapporti dormienti», cioè tutti quei soldi che sono stati «dimenticati», finendo appunto nel Fondo Rapporto Dormienti, istituito nel novembre 2008.
A tal riguardo è bene precisare che tutti i conti che prevedono un deposito di denaro (da 100 euro in su) possono divenire «dormienti» dopo un decennio di inutilizzo: su quella somma, cioè, in dieci anni il titolare non ha mai effettuato un’operazione.
Spesso, spiegano i tecnici della Consap, si tratta di un conto di un parente defunto del quale l’erede avente diritto non ne è a conoscenza e che non ha mai reclamato.

Buona parte di questi conti, si è appreso, è figlia della pigrizia sopratutto dei clienti bancari, o da quei libretti aperti ai bambini e mai più chiusi con pochi quattrini. Ma ci sarebbero tesori più significativi, come quelli legati al riciclaggio e al crimine, poi anche qualche conto segreto di persone poi defunte.
L’istituto bancario o l’ufficio postale presso il quale il conto è stato aperto, è tenuto a rendere nota l’esistenza di un rapporto che sta per diventare dormiente. Le banche così inviano una raccomandata con ricevuta di ritorno all'ultimo indirizzo conosciuto, che spesso non è valido perché si è modificato nel tempo o l'intestatario è deceduto.
In assenza di risposta, pertanto, il conto diviene dormiente e la somma di denaro corrispondente confluisce nell’apposito Fondo gestito da Consap.

Trascorsi ulteriori 10 anni nel Fondo Consap, le somme di denaro mai movimentate (quindi per 20 anni consecutivi) non potranno più essere riscosse e verranno utilizzate dallo Stato per risarcire quei risparmiatori che, investendo sul mercato finanziario, «sono rimasti vittime di frodi finanziarie e che hanno sofferto un danno ingiusto non altrimenti risarcito».
Certo, spiegano sempre alla Consap di Roma, non tutti i soldi che confluiscono al Fondo rimangono «dormienti»: una quota è anche tornata indietro, visto che i legittimi titolari o gli eredi possono rivendicare le somme confluite nelle casse pubbliche.

Come?
«Si può presentare domanda di rimborso direttamente a Consap senza che ci sia bisogno di rivolgersi a un mediatore (agente finanziario, avvocato o altro professionista) - spiegano i tecnici della società partecipata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze -. Consap provvederà ad esaminare le domande ricevute secondo un rigoroso ordine cronologico (chiedendo eventuali integrazioni o rettifiche qualora ve ne sia bisogno) e, per le istanze definite positivamente, a rimborsare le somme dovute».

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