Domenica 29 Novembre 2020 | 15:33

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NAPOLI, 22 OTT - Bonificava ambienti dalle microspie per conto della Procura e, mediante l'intermediazione di un ex appartenente alle forze di polizia, anche per il clan Puca: figura un tecnico, dipendente di una ditta privata, tra le sei persone arrestate oggi dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna (Napol) che stamattina hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli su richiesta della DDA. Tra i destinatari dei provvedimenti anche quattro esponenti di spicco dei Puca di Sant'Antimo (Napoli). Le indagini, a cui hanno fornito contributi anche alcuni collaboratori di giustizia, vanno dal novembre 2019 al settembre 2020: l'esperto, in cambio di "mazzette", scovava microspie in abitazioni, autovetture e uffici riconducibili alla cosca camorristica, tra Sant'Antimo e i comuni vicini. Uno degli arrestati inoltre avrebbe danneggiato una telecamera di sorveglianza fatta installare dai carabinieri nei pressi dell'abitazione di Pasquale Puca, alias "o' minorenn", indiscusso capo dell'omonimo clan, per tenerlo sotto controllo. I provvedimenti sono stati notificati tra Tolmezzo (Udine), Napoli e la provincia (Casalnuovo, Melito e Sant'Antimo). Le contestazioni, a vario titolo, dei pm antimafia partenopei vanno dalla corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio alla corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, dal danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità, al favoreggiamento personale. Tutti i reati, infine, sono aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose. (ANSA).

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