Mercoledì 19 Dicembre 2018 | 06:53

NEWS DALLA SEZIONE

WASHINGTON

Usa, in Nevada primo parlamento con maggioranza donne

 
TOKYO

SoftBank, debutto fiacco alla Borsa di Tokyo

 
TOKYO

Borsa: Tokyo, apertura piatta (-0,04%)

 
WASHINGTON

Bimbo morente, visto a madre yemenita per viaggio in Usa

 
BRASILIA

'Battisti potrebbe essere in Bolivia'

 
BOLOGNA
Bologna-Milan 0-0, vince la noia

Bologna-Milan 0-0, vince la noia

 
WASHINGTON

Usa: laurea ad honorem ad un golden retriever

 
Milano
Marotta,torna Mourinho? penso a presente

Marotta,torna Mourinho? penso a presente

 
MILANO
Moratti, sarò sempre vicino a Mourinho

Moratti, sarò sempre vicino a Mourinho

 
PRATO
Da gup no a perizia per prete arrestato

Da gup no a perizia per prete arrestato

 
BUDAPEST

Ungheria, battaglia dei sindacati contro 'legge schiavitù'

 

BRUXELLES

Irregolare un terzo sostanze chimiche in commercio

Eeb, studio agenzie tedesche accusa industria del settore

BRUXELLES, 12 OTT - Un terzo (32%) delle 1.814 sostanze chimiche prodotte in grandi quantità, commercializzate in Europa dal 2010, non sarebbe conforme alle norme Ue volte a proteggere il pubblico e l'ambiente da esposizioni nocive. Le industrie produttrici, è la denuncia dello Environmental European Bureau (Eeb), non hanno fornito dati a norma di regolamento sull'impatto ambientale e sulla salute. L'Eeb basa la sua tesi su uno studio triennale dell'Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (Bfr) e dell'Agenzia tedesca dell'ambiente (Uba). Dallo studio emerge che solo nel 31% i dati forniti dall'industria sono conformi, mentre il resto ha bisogno di ulteriori indagini. "Le aziende - accusa l'Eeb - stanno infrangendo le normative europee non comunicando all'Agenzia europea delle sostanze chimiche se tali sostanze sono cancerogene, neurotossiche e mutagene". In Europa l'immissione sul mercato di agenti chimici segue le disposizioni del regolamento in materia di registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche (Reach). Il Reach, entrato in vigore nel 2007, obbliga le industrie che fanno domanda per la commercializzazione delle sostanze a fornire dati sulla loro sicurezza. Secondo il principio 'No data, no market', i produttori e gli importatori sono tenuti a raccogliere informazioni sulle proprietà delle sostanze chimiche e a registrare le informazioni in una banca dati centrale presso l'Agenzia europea delle sostanze chimiche (Echa) a Helsinki. L'Agenzia gestisce i database necessari per il funzionamento del sistema, coordina la valutazione approfondita delle sostanze chimiche sospette e sta creando un database pubblico in cui consumatori e professionisti possono trovare informazioni sui rischi delle varie sostanze. (ANSA).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400