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Terrani spinge l Bari: «Coraggio, puoi farcela!»

Terrani spinge l Bari: «Coraggio, puoi farcela!»

La parola all'ex: «Occhio ad Alessandria, Renate e Pro Vercelli, sono forti»

Il Bari si tuffa nel giogo dantesco dei playoff. Ieri la formazione biancorossa ha ripreso la preparazione in vista dell’esordio agli spareggi promozione (fissato al prossimo 12 maggio, partendo dal secondo turno preliminare): il tecnico Gaetano Auteri dovrebbe recuperare anche Sarzi Puttini , restano out soltanto i lungodegenti Andreoni e Citro. Soltanto domenica i Galletti conosceranno la loro avversaria che sarà la peggiore classificata nel girone C tra le tre vincenti del primo turno preliminare. E se si passasse lo scoglio iniziale, si approderebbe alla fase nazionale, nella quale apparirebbero nuovi «nemici», provenienti dai gironi A e B. Meglio conoscere, dunque, le eventuali insidie. A far da «guida» sulle compagini del raggruppamento A è Giovanni Terrani: il 26enne esterno, che lo scorso anno ha giocato in Puglia (25 presenze e due reti) ed è ancora di proprietà del Bari, ha appena vinto il campionato con il Como.


Terrani, almeno lei ha conquistato la serie B: si aspettava i suoi ex compagni così attardati?
«Me la sono sudata, dopo addirittura due finali consecutive perse, prima con il Piacenza, poi con il Bari. Non pensavo minimamente che i biancorossi potessero scendere addirittura al quarto posto. La marcia trionfale della Ternana secondo me è stata condizionante. L’obiettivo dichiarato era vincere: perdere subito contatto dalla vetta probabilmente ha causato un po’ di scoramento. Attenzione, però. I playoff sono un’opportunità e da tali vanno affrontati».

Pensa quindi che il Bari possa acciuffare la promozione dalla porta di servizio?
«Le carte in regola non mancano. La squadra è molto forte: bisognerà sfruttare bene questi dieci giorni per arrivare al momento clou in una condizione fisica perfetta e ricaricarsi sul piano mentale. Se i presupposti principali saranno mantenuti, poi la differenza potrà venire da gente come Antenucci, Di Cesare, Frattali che possiedono esperienza e qualità per orientare questo genere di sfide. La partenza dal quarto posto non deve essere vista come un handicap. Rispetto alle seconde, si giocano nove partite anziché sei: non mi pare una differenza sostanziale».

Delle nove partecipanti del girone A, chi può essere protagonista ai playoff?
«L’Alessandria ci arriva in uno stato simile a quello del Bari. Era la favorita per eccellenza: vanta tante individualità di spicco. Tuttavia, possono avvertire la delusione per aver mancato il traguardo proprio al fotofinish, perdendo lo scontro diretto con noi del Como. Ad ogni modo, resta una seria candidata al salto di categoria. Poi terrei d’occhio il Renate, una realtà ormai di alto livello in C, nonché la Pro Vercelli che sul piano del gioco è tra le formazioni più brillanti».

Vede possibili outsider?
«Il Lecco ha buone potenzialità, così come non sottovaluterei la Juventus Under 23: parte da decima, ma la freschezza dei suoi interpreti può risultare decisiva a fine stagione».

È vero che il girone C è più complicato degli altri gruppi?
«Sul piano fisico sì. Le squadre sono più strutturate, c’è più agonismo e l’atmosfera, quantomeno quando gli stadi erano aperti, è più elettrica. L’aspetto strettamente tecnico, invece, non è differente. Anzi. Nel girone A c’è maggiore propensione a giocare a viso aperto. E comunque questa analisi non vale per l’Alessandria: sarebbe stata competitiva in uno qualsiasi dei raggruppamenti ed è sorretta da una società che da anni investe per centrare la serie B».

Ha ancora un anno di contratto con il Bari: può ripartire la sua avventura in biancorosso?
«A Bari sono stato benissimo e non sarei andato via: la società ha compiuto scelte diverse e devo ringraziare il Como che mi ha permesso di vivere un’annata da protagonista, nel mio ruolo naturale di esterno offensivo. Il club biancorosso resta padrone del mio destino: se mi vorranno, tornerò con grande entusiasmo».

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