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Metamorfosi Bari: una rinascita sotto il segno di Vivarini

foto Luca Turi

Metamorfosi Bari: una rinascita sotto il segno di Vivarini

L'avvento del tecnico abruzzese ha prodotto un cambiamento di marcia nella formazione biancorossa

Dieci punti nelle ultime quattro gare, tre vittorie di fila, una poderosa risalita dall’undicesimo al quinto posto. Il Bari si è ripreso di forza una realtà più simile al suo rango. Ed anche se la vetta occupata dal Potenza è ancora distante tre lunghezze, i biancorossi ora hanno intrapreso una marcia consona alle ambizioni dichiarate riuscendo peraltro a sorpassare altre big quali Catanzaro e Catania, nonché portandosi a soli due punti da Reggina e Ternana. Insomma, la rinascita sembra avviata. Secondo fattori che sembrano ben delineati.

I cambi di allenatore vanno sempre valutati nel lungo periodo. Ma è indubitabile che il ribaltone in panchina da Giovanni Cornacchini a Vincenzo Vivarini abbia prodotto effetti forse persino superiori alle più rosee aspettative. Non ci sono soltanto i punti a certificare il cambio di passo. È cambiato proprio l’atteggiamento di un Bari che prima era votato all’attesa dell’avversario ed ora invece aggredisce il match, senza al contempo perdere raziocinio ed equilibrio. Pur non mutando nell’assetto tattico ed in buona parte dei titolari, i biancorossi sembrano trasformati nella convinzione, nei movimenti, ma soprattutto nel ritmo e nell’intensità. La squadra ha alzato di diversi metri il suo baricentro, pressa alto e recupera svariati palloni in più, non subisce cali di condizione durante i 90’. Anzi. La ripresa di domenica scorsa contro la Ternana dimostra che la tenuta è ottimale: vero è che i galletti sembravano avere più energie degli umbri. Gli stessi calciatori rilasciano puntualmente dichiarazioni di elogio nei confronti del tecnico abruzzese, sottolineandone la chiarezza nel pensiero e la capacità di comunicarlo in modo tanto dettagliato, quanto efficace.

Con sette reti subite, il Bari vanta la terza miglior retroguardia del girone C di serie C, alle spalle soltanto di Potenza (due gol incassate) e Reggina (5). Anche su tale particolare, l’avvento di Vivarini ha segnato un netto progresso. I biancorossi con il trainer di Ari hanno subito un solo gol, contro il Monopoli. La porta difesa prima da Marfella ed ora nuovamente da Frattali è inviolata da 315’ (esclusi i recuperi). Un dato che non appare casuale perché, oltre i gol, sono nettamente diminuiti i pericoli nell’area barese. E se Picerno e Cavese sono compagini oggettivamente inferiori al Bari, va sottolineato come pure l’attacco ricco di stelle della Ternana non sia riuscito a pungere.

Sei marcature nelle prime cinque giornate (media di 1,2 gol a gara), otto nelle successive quattro (due bersagli netti a match): un bottino pressochè raddoppiato. Antenucci ha ritrovato il sorriso su azione e si è sbloccato Simeri. Non solo. È arrivato un forte contributo dalla difesa (due gol del sorprendente Sabbione, uno da Di Cesare e Costa) e si è sbloccato il centrocampo con la prodezza di Hamlili contro gli umbri. Otto calciatori mandati a rete nel complesso, solo il Potenza ha fatto meglio con nove uomini a segno. Vale, peraltro, lo stesso discorso della difesa. Non soltanto i numeri a certificare il cambio di rotta. Ma gli eventi del campo. Il Bari crea in modo nemmeno paragonabile a prima: basti citare la traversa di Antenucci a Picerno, le chance che avrebbero potuto rendere tennistico il poker calato alla Cavese, i due gol annullati contro la Ternana. Le palle inattive, infine, sono diventate letali: sotto la gestione Vivarini già tre reti sono frutto di schemi su calci piazzati.

Ecco quale potrebbe essere il successivo step, in grado di far volare il Bari. Ovvero, i tanti protagonisti di qualità che finora hanno trovato meno spazio. Schiavone ha disputato due spezzoni dopo aver smaltito l’infortunio, domenica scorsa ha debuttato in campionato un talento come Folorunsho. Mordono il freno, inoltre, D’Ursi (ora out per noie muscolari), Ferrari, Terrani, Neglia e Floriano. Gente che sarebbe titolare in qualsiasi altra squadra del raggruppamento. Ecco, se Vivarini troverà il modo di dar sfogo a tanto talento, il Bari si riprenderà lo status di corazzata.

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