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Bari, parla l'ex Defendi: «Profumo di B al San Nicola»

Bari, parla l'ex Defendi: «Profumo di B al San Nicola»

Arriva la Ternana, in testa alla classifica, ma i biancorossi sono ambiziosi

La pesca e il mare. Le fotografie che hanno spopolato sui social e quella fascia da capitano che lo rese uno dei simboli più rappresentativi della «meravigliosa stagione fallimentare». È difficile considerare Marino Defendi un avversario. Perché per cinque anni (dal 2011 al 2016, con 163 presenze e nove gol all’attivo) Bari è stata casa sua. E non sono stati anni qualsiasi: erano le stagioni delle penalizzazioni a getto continuo per le inadempienze societarie, nonché delle penalità che sgorgavano dalle scorie del calcioscommesse. E poi il crack al termine dell’era Matarrese, il viaggio all’unisono tra squadra e pubblico per trovare una nuova proprietà, quella serie A che gli è sfilata davanti due volte, svanendo puntualmente ai playoff (nel 2014 e nel 2016). Andò via ad agosto 2016: la sua cessione fu uno dei tanti passaggi impopolari della gestione Giancaspro. Domenica tornerà al «San Nicola» da capitano delle Ternana in uno degli scontri clou della stagione di C. Ed è scontato che sulla schiena del 34enne bergamasco scorrerà più di un brivido.

Marino Defendi, sulla sua strada torna il Bari: che effetto fa?
«Sul piano dei sentimenti sarà una giornata particolare. Perché a Bari ho vissuto un periodo importante sul piano professionale, ma più ancora su quello umano. Ricalcare il prato del San Nicola mi farà effetto, anche se ci sono già tornato una volta da avversario. Nel mio trascorso pugliese ho vissuto di tutto, gioie e dolori di un’intensità rara. Non dimenticherò mai il gruppo eccezionale che si cementò proprio nel frangente drammatico del fallimento. Così come il rapporto con la gente è sempre meraviglioso ed intatto».

C’è un ricordo indelebile della sua esperienza barese?
«Isolarne uno sarebbe impossibile. Ho cercato sempre di dare tutto me stesso, ma forse Bari mi ha trasmesso ancora di più. Lo dico sempre: non conquistare la serie A resta un enorme rimpianto. Quei tifosi che ci accoglieva in migliaia dopo ogni trasferta meritava davvero la massima categoria».

Bari e Ternana si sfidano in C: è strano?
«Non è la destinazione naturale di un match di tale tradizione. Ma non dobbiamo perdere la speranza di vivere questa gara in ben altri palcoscenici. Perché non sognare un Bari-Ternana in serie A? È scontato che ora si deve pensare al presente. Ed è bello che sia un big match. I biancorossi sono una corazzata e non ho dubbi che lotteranno fino in fondo per la promozione. Noi dobbiamo provare a far lo stesso: arrivare al San Nicola da capolista ci caricherà a giocare una grande gara».

Domanda scontata: che farebbe in caso di gol?
«In realtà al Bari ho già segnato, anche se nell’occasione perdemmo (il 24 febbraio 2018, in Ternana-Bari 1-2, ndc). È stato strano vedere la delusione sui volti della gente che ti esaltava. Non so quale sarà la mia reazione: da un lato per rispetto non esulterei, dall’altro, però, non mi capita spesso di far gol…».

A 34 anni quale fase sta vivendo della sua carriera?
«La passione è sempre la stessa, ma bisogna lavorare di più per mantenersi ad alti livelli. Ho un debito con la Ternana: lo scorso anno mi hanno rinnovato il contratto proprio nel momento più opaco del torneo. Perciò, voglio proseguire questo percorso senza lasciarlo a metà. C’è una società nuova ed ambiziosa, un tecnico come Gallo che è una persona buona, genuina, abile a toccare le corde giuste con noi. Io sono orgoglioso di essere il capitano di questo gruppo e darò il massimo per portarlo lontano».

Bari-Ternana può essere davvero decisiva alla nona di andata?
«Ai fini dell’esito finale del torneo no: la strada è ancora troppo lunga. Tuttavia, è inutile mentire: chi fa risultato guadagna molto in termini di fiducia ed autostima».

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