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Bari calcio, Vivarini è il nuovo allenatore

Il Bari cambia strada, Vivarini per gioco e punti

De Laurentiis: «L'uomo giusto per valorizzare i talenti che abbiamo»

La chiusura, brusca, con il passato. Un nuovo capitolo che nasce e si sviluppa alla voce ambizione. Nessuno l’ha detto in modo chiaro, nemmeno il patron Luigi De Laurentiis nel giorno della presentazione di Vivarini. Ma siamo di fronte a una bocciatura bella e buona. Ed è quella che chiama in causa Giovanni Cornacchini.

I soliti giri di parola, i soliti convenevoli del mondo del pallone. Ma una sola verità: l’allenatore di Fano non è stato ritenuto in grado di gestire un progetto così ambizioso. Non in grado di valorizzare la rosa a disposizione e i «talenti ingaggiati nel mercato estivo». Il virgolettato è del presidente che, da galantuomo qual è, saluta l’uomo della promozione in C («Ci siamo lasciati con stima reciproca e resta tanto affetto tra noi») ma non lascia dubbi sulla natura di una scelta dolorosa sì, ma convintissima. La società è convinta di aver allestito un gruppo in grado di primeggiare e di vincere il campionato e ha pensato che Vivarini sia tecnico in grado di garantire alla squadra una precisa identità tattica e il gioco, grande assente in questa prima parte di stagione. Evidentemente quello che nessuno pensava più Cornacchini potesse fare. Qualsiasi altra interpretazione, buonista e diplomatica, è fuffa allo stato puro.

Vivarini, conosciuto come persona di grandissimo spessore umano prim’ancora che come allenatore con idee e cultura tattica, s’è trovato a suo agio in un clima così. Si è subito sentito l’uomo giusto al posto giusto. «Sono qui per questo», le parole dell’allenatore abruzzese quando gli si fa notare che i baresi sono tifosi dal palato fine. E giù una serie di concetti che nascono con l’esigenza di spiegare la propria filosofia. «Questo è un gioco che deve produrre spettacolo ma per fare spettacolo è necessario che il pallino del gioco ce l’hai in mano tu il più a lungo possibile», parole che assomigliano tanto a un impegno più che a una promessa. Vivarini ha, ora, un doppio valore morale. Dimostrare che gli ingenti investimenti della famiglia De Laurentiis non sono lettera morta. E, quindi, porre le basi di un Bari in grado di far valere la legge del più forte. Una squadra in grado di imporre la propria personalità e i propri valori.

Ha bisogno di tempo, Vivarini. E, possibilmente, di calore. Su questo non possono esserci dubbi. Lasciamolo lavorare in santa pace, possibilmente diamogli tutti una mano. E poi ci sarà il campo a raccontare tutta la verità. Senza più possibilità di appello.

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