Venerdì 15 Novembre 2019 | 23:24

 

Tutto sul Bari calcio

il Biancorosso Facebook
 

Parla il centrocampista

Bianco si confessa: «Ricomincio dal Bari»

Bianco si confessa: «Ricomincio dal Bari»

Il giocatore non ha dimenticato nulla della città, la sente sua ed è qui per vincere

Ci riprova a dieci anni dall’ultima impresa. Nell’estate del 2008, il Bari cominciò il suo mercato acquistando una serie di giovani di belle speranze. Qualcuno di loro si dimostrò un’autentica meteora, come il difensore Matteo Lanzoni prelevato dalla Sampdoria o l’attaccante Rey Volpato che, pur segnando il primo gol in campionato di quella magica annata terminata con una trionfale promozione in serie A, ha poi vissuto una carriera in declino. Altri hanno disperso un enorme talento, come il brasiliano Sodinha, oggi in C, a Modena. Altri ancora, hanno costruito buone carriere come Luca Siligardi (attualmente è in A, con il Parma) o Riccardo Maniero che milita in B a Pescara, dopo essere ripassato dal Bari nel biennio 2015-17.

Quella nidiata di ragazzini, però, non riuscì a terminare la stagione con i galletti: tutti abbandonarono la nave nel corso del torneo. Solo uno resistette al torchio di Antonio Conte: Raffaele Bianco. Aveva solo 21 anni, all’epoca. Eppure, assorbì in pieno la cultura del lavoro imposta dal tecnico leccese. Nonostante fosse alle prime esperienze da professionista, si adattò a qualsiasi esigenza. Anche a riciclarsi terzino destro, proprio lui che è nato e ha poi trascorso la classica vita da mediano. C’era Bianco nel pullman scoperto che nel maggio 2009 sfilò per le vie della città, con 100mila persone accorse a salutare il ritorno nella massima categoria. Quelle immagini sono rimaste impresse nella mente del ragazzo di Aversa che ora ha 32 anni e a Bari si ripresenta non più da scommessa, ma per essere leader della rinascita. Perché nel frattempo ha girato mezza Italia (Modena, Benevento, Spezia) per poi guadagnarsi la serie A sul campo da capitano del Carpi dei miracoli.

E ha lasciato Perugia e la serie B dopo due qualificazioni ai play off perché ha ancora fame di successi da assaporare in prima persona. «Non ho dimenticato nulla di Bari: è una città che sento mia», le parole del centrocampista formatosi nel vivaio della Juventus. «Quell’anno con Conte è stato un pilastro della mia carriera: ho imparato tanto ed in effetti mi sono anche adattato alla posizione di terzino, ma resto un centrocampista, sebbene non il regista classico. Soprattutto, di Conte mi è rimasta l’ambizione. Sono qui per vincere: ho disputato tanti tornei di vertice e lotterò per riportare questa piazza gloriosa al suo splendore».

Servirà il suo carisma per trascinare un gruppo che forse talvolta avverte eccessivamente le aspettative del popolo biancorosso. «La mentalità vincente - spiega Bianco - si trasmette con l’esempio, con il lavoro quotidiano. Sono andato via da Bari in un tripudio di gioia, ma in questi anni la città ha dovuto ingoiare pesantissime sofferenze. Ai miei compagni dirò di non farsi condizionare da eventuali processi sommari alla terza giornata di campionato, ma di essere consapevoli che se le cose andranno bene, questa città ti trascina e produce un amore indescrivibile, unico, mai trovato altrove. Ora il Bari è in fase di ricostruzione: la C è un male necessario, ma un passo alla volta possiamo rivivere quella festa di dieci anni fa».

Secondo Bianco, ci sono tutti gli ingredienti per primeggiare. «Oltre i sentimenti, sono qui perché conosco bene lo staff di lavoro, a cominciare dal club manager Matteo Scala con cui ho condiviso l’avventura a Carpi: tutti hanno la stessa cultura che vedevo in Conte. La squadra è ricca di qualità: dobbiamo solo trovare l’assetto migliore. Il match di lunedì prossimo contro una squadra forte come la Reggina sarà un bell’esame: se lo supereremo, sarà una bella iniezione di autostima».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

ALTRI ARTICOLI DAL BIANCOROSSO

Bari, contro la Paganese Vivarini recupera Scavone

Bari, contro la Paganese Vivarini recupera Scavone

 
Bari, l'ex direttore sportivo Angelozzi: «Credo nella promozione»

Bari, l'ex direttore sportivo Angelozzi: «Credo nella p...

 
Bari, capitan Di Cesare: «Voglio vincere il campionato»

Bari, capitan Di Cesare: «Voglio vincere il campionato»

 
Vivarini e il «modulo cangiante»: così il Bari diventa un'orchestra

Vivarini e il «modulo cangiante»: così il Bari diventa ...

 
Bari, De Laurentiis: «Al lavoro per museo dedicato alla storia del club»

Bari, De Laurentiis: «Al lavoro per museo dedicato a st...

 
Vivarini guarda la classifica: «Dobbiamo alzare il passo»

Vivarini guarda la classifica: «Dobbiamo alzare il pass...

 
Bisceglie-Bari, terzo derby stagionale per i biancorossi: segui la diretta

Il Bari si aggiudica per 3-0 il derby di Bisceglie: dop...

 
Bari, delusione a Bisceglie: il «Ventura» non è tutto esaurito per il derby

Bari, delusione a Bisceglie: il «Ventura» non è tutto e...