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Il Bari gioca  la carta Schiavone ci sarà più qualità a centrocampo

Schiavone e Kupisz

Il Bari gioca la carta Schiavone
ci sarà più qualità a centrocampo

Sei elementi a disposizione di Cornacchini per due o tre posti a seconda del modulo

Sarà battaglia nel centrocampo del Bari. Un altro reparto in cui la concorrenza davvero non mancherà. Sei sono gli elementi a disposizione di Giovanni Cornacchini, pronti a giocarsi due o tre posti, a seconda che il trainer marchigiano opti per il 4-3-3 o per il 4-4-2 (variato talvolta in 4-2-3-1). In due, però, sono ancora in bilico: il destino di Francesco Bolzoni ed Andrea Feola, infatti, è ancora da scrivere. Potrebbero rimanere, oppure partire per nuove destinazioni: in tal caso, forse in mediana sarebbe messo a segno un nuovo colpo in entrata. In vista dell’esordio in campionato di domenica contro la Sicula Leonzio, quindi, sono in lizza Zaccaria Hamlili e Manuel Scavone (ieri ha lavorato a parte con D’Ursi, Neglia e Folorunsho, ma tutti dovrebbero essere recuperabili) che sembrano in pole position nella griglia di partenza, seguiti a ruota da Michael Folorunsho e Andrea Schiavone. Ognuno ha caratteristiche differenti: Hamlili è il più duttile, in grado di disimpegnarsi da centrale puro oppure da mezzala garantendo corsa, ritmo e generosità. Scavone è probabilmente il più preparato sul piano tattico (nonché il più esperto con i suoi 32 anni) ed il più abile nell’inserimento offensivo: pur avendo i movimenti della mezzala tipica, si sta adattando pure ad una mediana a due uomini. Folorunsho è potenza pura, fisicità straripante, un tiro dalla distanza che può far male. E poi c’è Schiavone. Sulla carta, la gemma più brillante essendo cresciuto nel settore giovanile della Juventus: all’epoca della sua militanza nella fila della Signora, era considerato una sorta di predestinato. Che forse, però, non ha ancora estratto per intero il suo potenziale. A 26 anni, però, ha tutto il tempo per imporsi. Soprattutto perché a Bari si misurerà in una grande piazza, smaniosa di tornare nel calcio che conta.

«Devo ringraziare la società per avermi scelto: avevo bisogno di un progetto del genere», afferma il ragazzo torinese. «L’organizzazione del club e la piazza non sono certo da serie C: non abbiamo scusanti, tocca a noi riportare il Bari dove merita. Ho avuto un piccolo problema alla schiena, ma ormai è superato: sono carico per domenica, ma le scelte toccheranno al mister, perché qui non si può aspettare nessuno. Siamo in un raggruppamento tosto, con molte squadre attrezzate. Bisogna fare risultato immediatamente». È chiaro anche sulle sue caratteristiche. «Mi piace dare un senso al gioco, partecipare all’organizzazione della manovra, ma non mi definirei un regista classico», prosegue Schiavone. «Ormai nel calcio moderno bisogna saper fare tutto ed io penso di aver molto migliorato la fase difensiva: recupero tanti palloni. Probabilmente non ho mostrato per intero il mio potenziale finora. Mi è mancata l’opportuna dose di personalità. Ma ora mi sento diverso. D’altra parte, se sono qui, non posso mica sottrarmi alle responsabilità». Il match di domenica scorsa contro l’Avellino (che ha segnato l’eliminazione dei galletti dalla Coppa Italia di C) rappresenta finora la sua unica apparizione nel precampionato biancorosso. Una gara che, secondo Schiavone, deve servire da monito per il futuro. «Nel calcio può capitare di essere sconfitti immeritatamente», conclude. «Siamo stati puniti nell’unica occasione subita. Tuttavia, bisogna calarsi immediatamente nella categoria. L’Avellino ha difeso con unghie e denti il risultato. Non potremo mai peccare sul piano della grinta e della determinazione: se sotto tali profili saremo almeno a pari con i nostri avversari, riusciremo ad imporre la nostra maggiore caratura tecnica».

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