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Un viaggio negli altri gironiil Bari è a caccia di record

Un viaggio negli altri gironi
il Bari è a caccia di record

In serie D la squadra di Cornacchini può rimontare e primeggiare in tutte le caselle

Essere la squadra migliore della D. Deve andare alla ricerca di motivazioni forti il Bari nelle ultime otto giornate di stagione regolare. Il vantaggio di undici punti sulla Turris fa dormire sonni relativamente tranquilli in chiave promozione. Ma sarebbe un peccato chiudere il torneo senza trovare ulteriori spunti per spingere a pieni giri e, magari, provare a trascinare un pubblico più folto al San Nicola. I biancorossi sono già al top in diversi fondamentali. Ma ci sono i margini per rimontare e primeggiare anche nelle voci mancanti.

Per quanto concerne i punti fatti, quattro compagini precedono i galletti che comandano il girone I a quota 62. Nel girone A, però, il Lecco vanta addirittura 67 punti ed è oggi la formazione più vicina a festeggiare la promozione, vantando un margine di addirittura 15 lunghezze sulla seconda. Bottino analogo per il Como nel raggruppamento B, sebbene i lariani siano soltanto un gradino più su di un avversario agguerrito come il Mantova. Sulla carta vanta un bottino più congruo pure il Lanusei (66 punti), ma il girone C è a 20 squadre e le gare disputate sono 30, a fronte delle 26 del girone I: il Bari, pertanto, vanta una media più alta (2,38 punti a partita), rispetto ai sardi (2,2). Viaggia indiscutibilmente più forte, invece, il Cesena a quota 72 (sempre in 30 turni) e quindi alla media di 2,4 punti a match. La distanza, tuttavia, è recuperabile. Regge il ritmo di Brienza e compagni, invece, il sorprendente Picerno nel girone H, sebbene i lucani abbiano appena quattro punti di vantaggio sul Cerignola.

La difesa barese, invece, continua ad essere la migliore dei nove raggruppamenti: appena 15 i gol incassati da Marfella. La retroguardia biancorossa, tuttavia, nelle ultime undici giornate ha un po’ invertito lo straordinario trend di gran parte del girone d’andata: vero è che da metà dicembre in poi la porta pugliese è rimasta inviolata soltanto in tre circostanze. Occhio, quindi, a Como e Lecco che hanno subito soltanto una rete in più rispetto alla truppa di Cornacchini. Uno solo, invece, è l’attacco che si è dimostrato più prolifico rispetto alla prima linea biancorossa: si tratta del reparto avanzato del Matelica, con 61 centri realizzati, però, in 30 incontri, alla media quindi di 2,03 reti a partita. Meglio la statistica dei galletti, quindi, con 2,23 gol a match. Il Bari primeggia pure per la differenza reti totale: nessuno può vantare un sontuoso +43. Nel complesso, ci sono i margini per risultare il top della categoria dati alla mano.

E se l’impresa non dovesse riuscire, si potrà comunque dimostrare la superiorità sul campo, nella poule scudetto che si svolgerà subito dopo la stagione regolare. In tale competizione, le nove vincitrici dei gironi si sfideranno tra loro e c’è da giurare che la famiglia De Laurentiis motiverà a dovere la squadra per conquistare il primo alloro della nuova era. Peraltro, il Bari ha già conquistato il titolo di campione d’Italia di quarta serie nel 1954. Non solo. I biancorossi possono rinverdire la tradizione pugliese, visto che l’ultima compagine della nostra terra a fregiarsi di tale titolo è stata il Taranto nel 1995.

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