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Aspettando la Turris il Bari corre più di primaCon l'Igea Virtus una dimostrazione di forza

Aspettando la Turris il Bari corre più di prima
Con l'Igea Virtus una dimostrazione di forza

Cinque gol valgono il certificato di competitività in vista del match-clou

Non ci fosse stata la fastidiosa sconfitta in quel di Cittanova magari avremmo parlato di una tranquilla domenica di «noia». Col Bari troppo più forte degli avversari e un campionato già in archivio. Ma il calcio è bello anche per questo. Basta un attimo per ritrovarsi a dover schivare schizzi di «fango» e a guardare con occhi diversi quella che fino a qualche giorno prima sembrava una gelida formalità. Serviva, insomma, quasi d’incanto una dimostrazione di forza. Un ceriticato di competitività. Uno slancio caratteriale che raccontasse di una squadra che ha una sola idea in testa: vincere la serie D. Ecco, dunque, questa vittoria. Fondamentale tutto d’un tratto. E, quindi, molto più dolce rispetto alle passeggiate della prima parte di stagione. Un po’ tutti (tifosi, allenatore, società) erano curiosi di capire la risposta del gruppo dopo il primo schiaffo vero di una stagione tutta in discesa. Si fa presto a dire che il Bari ha una corazzata. Poi c’è il campo che ha le sue regole e che non perdona quasi mai. Nulla è scontato, tutto passa attraverso corsa, sacrificio e qualità. I punti e le vittorie sono il culmine di un percorso ben preciso. Vittoria doveva essere, insomma, e vittoria è stata. Rotonda, meritata, diciamo anche facile. Contro un avversario modesto, va detto. Ma non per questo svuotata di significati. Nel calcio si parla spesso di gioco e di schemi. Di allenatori capaci di imprimere il proprio marchio e di mentalità offensivo. Poi, però, troppo spesso ci si accorge che le partite a deciderle sono sempre loro, i calciatori di talento. Il Bari ne ha uno, su tutti: Roberto Floriano. Un extraterrestre per la serie B. Gioca con la leggerezza di chi si cimenta in una partitella di calcetto con gli amici. Poi sgomma all’improvviso, dribbla, inventa e fa tantissimi gol. Con l’Igea Virtus gli è bastato un tempo per rivendicare il suo ruolo di uomo che fa la differenza. Due gol in appena diciassette minuti. Uno da opportunista, un pallone sporco che lui manda all’angolino con una semplicità disarmante, addirittura con il sinistro. L’altro calciando dal limite e trovando una traiettoria che farebbe invidia a un campione di biliardo. La partita che non c’è più. L’Igea Virtus inchiodata, il morale sotto i tacchi per via di una classifica da brividi. Il Bari controlla il gioco ma non commette l’errore di addormentarsi. È un presidio attivo, il giro palla è alla continua ricerca della verticalizzazione giusta. E fa niente se il tris arriva su azione d’angolo poco prima dell’intervallo: calcia Brienza, tocca a Di Cesare chiudere definitivamente il conto con un colpo di testa di chirurgica precisione (quinta rete stagionale per l’esperto difensore). Cornacchini pensa già alla Turris e allo scontro diretto che andrà in scena domenica prossima in Campania: fuori Floriano, dentro Neglia. Sul piano tattico non cambia granché. Poco dopo, Feola al posto di un Bolzoni abbastanza compassato. C’è spazio anche per Piovanello a cui cede il posto un Liguori che se l’è cavata discretamente. I tre gol di vantaggio tolgono pathos alla gara nonostante gli ammirevoli slanci di un’Igea Virtus che non ci sta a soccombere sul piano della dignità. I siciliani, allenati da una vecchia conoscenza della serie a come Giacomo Tedesco, provano fino all’ultimo a ritagliarsi qualche attimo di gloria. Ma sono ancora biancorosse le ultime fiammate di giornata. È Neglia, un altro attaccante in pieno feeling con il gol, a firmare il poker dopo essersi lanciato a campo aperto e aver usufruito di un rimpallo che valorizza il suo tocco sul portiere proteso in uscita (34’). C’è anche Marfella che ha voglia di partecipare alla festa: il portierino napoletano para benissimo su Sylla. Il finale, poi, è tutto per Simeri. Il suo destro, rabbioso, a incrociare è lo specchio della sua fame. Premio meritato. Aspettando la Turris. Il primo match-ball. E i grandi certi appuntamenti non li falliscono. Vero, Bari?

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