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Prisciandaro: Che ingiustiziail Bari nell'inferno della serie D

Prisciandaro

Prisciandaro: Che ingiustizia
il Bari nell'inferno della serie D

"Ma ora c’è una proprietà solida, i risultati sono venuti subito: pian piano, il peggio passerà"

«Il Bari non meritava di ripartire dalla polvere: con quello stadio, quel pubblico…è davvero un’ingiustizia. Ma ora c’è una proprietà solida, i risultati sono venuti subito: pian piano, il peggio passerà. Ed ogni conquista sarà più bella». Il pensiero è di uno di quelli che ha masticato a lungo la materia. Non a caso, lo chiamavano il «bomber dei poveri», proprio come ha titolato la sua autobiografia. Gioacchino Prisciandaro ha segnato valanghe di gol nelle cosiddette categorie minori, tra serie D, C2 e C1. Grazie alle sue reti, prima il Martina centrò il doppio salto dalla D alla C1 (all’epoca esisteva la C2), sfiorando la B. Che, invece, conquistò a Cremona partendo dalla C2. Solo a 35 anni ebbe l’occasione di conoscere almeno la cadetteria e di calcare l’erba dello stadio dei sogni: il San Nicola. Pur se gli toccò viverlo da avversario, da calciatore della Cremonese contro il Bari, la squadra della sua città, i colori che da sempre aveva amato e che tanto avrebbe voluto indossare, anche se solo per cinque minuti. Oggi Prisciandaro vive la serie D da un’an - golatura privilegiata, essendo consulente tecnico ed occupandosi dello scouting per la Lega Nazionale Dilettanti. Ed esprime il suo bilancio ormai a metà della stagione regolare 2018-19. Allora, Prisciandaro, si può dire che il Bari si stia mettendo il periodo più nero alle spalle? «Sul piano dei risultati, c’è poco da dire. La famiglia De Laurentiis ha cominciato la sua era con estrema decisione, allestendo una fuoriserie per centrare senza indugi la risalita. Inutile girarci attorno: i biancorossi hanno la promozione in tasca a metà campionato. Soltanto un suicidio sportivo che avrebbe del clamoroso può discutere un verdetto già scritto. Il Bari, piuttosto, deve motivarsi chiudendo la stagione senza macchia. Sarebbe una piccola soddisfazione per una città che ha sofferto troppo. Sul progetto generale, mi auguro che si continui su queste linee guida. La serie C è un vero inferno: il livello medio si è abbassato rispetto a qualche tempo fa, ma la concorrenza è più agguerrita. Occorrono competenze, investimenti e voglia feroce di uscirne subito: se ci si impantana, si perdono degli anni». «Sul piano tecnico, il Bari è la squadra più forte tra le 168 della D. Aggiungiamo che il girone I non ha espresso grandi valori: la Turris ha toppato l’avvio, il Messina non è decollato, la Nocerina non aveva la struttura per competere per la promozione diretta. Probabilmente i galletti avrebbero sofferto di più nel girone H sia per la forza di alcune compagini, sia perché tanti derby sul piano nervoso assorbono molte energie». Tra gli attaccanti biancorossi ce n’è uno “alla Prisciandaro”? «Onestamente no. Tra C2 e serie D ho sempre segnato circa una ventina di reti a stagione, anche perché spesso il gioco offensivo delle mie squadra poggiava su di me. Il Bari, invece, ha tanti sbocchi in attacco: gente come Floriano, Neglia e Simeri sono ovviamente da categoria superiore e possono rappresentare un’ottima base per il prossimo anno. Piuttosto, mi dispiace avere qualche anno di troppo. Se fossi stato in attività, avrei fatto l’impossibile pur di essere il centravanti del Bari in serie D». Data la sua conoscenza di tali contesti, potrebbe risultare utile al nuovo Bari? «La proprietà è dotata di professionalità di prim’ordine. Io sono felice di ciò che faccio: seguire i talenti e magari dar loro una mano per emergere dalla serie D è un compito gratificante perché spero che chi ha stoffa non resti a lungo nei bassifondi come è successo a me. In più, ho un’attività di calcio giovanile a Casamassima: insegnare calcio mi piace e provo ad aggiungere, oltre le indicazioni tecniche, alcuni valori di vita che oggi si stanno perdendo». Il Bari, intanto, prosegue la preparazione per il match di domenica con il Roccella. Da verificare le condizioni di Brienza che ieri ha svolto lavoro differenziato. Il club, inoltre, ha messo a segno un altro colpo, prelevando dal Savona il centrocampista classe 2000 Vincent Marco Ridl, centrocampista classe 2000 già convocato dalla rappresentativa di serie D.

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