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Con Cacioli 12 giocatori a segnoBari, la cooperativa del gol

Con Cacioli 12 giocatori a segno
Bari, la cooperativa del gol

L'allenatore Cornacchini recupera l'infortunato Brienza

La cooperativa del gol ha accolto una rete molto romantica. A Portici, il Bari ha mandato in rete il dodicesimo calciatore della sua rosa: Luca Cacioli. Ma non è una marcatura qualsiasi quella del 36enne difensore originario di Arezzo. È, invece, un premio a dedizione e professionalità. Un riconoscimento che il campo ha devoluto ad un ragazzo che, malgrado tante stagioni vincenti alle spalle ed un’età non più verdissima, ha accettato un’altra scommessa complicata. Quella, cioè, di ripartire da una grande piazza reduce da anni di estrema sofferenza, culminati con l’onta dell’esclusione dal calcio professionistico. Un percorso che non ammetteva il minimo margine di errore: occorreva vincere e subito. Eppure, non ha avuto dubbi, il difensore toscano. Anzi. Ha sposato il Bari, nonostante in estate fosse già stato ingaggiato da un’altra nobile decaduta come il Modena. Tuttavia, non appena è arrivata la chiamata del club biancorosso, non ha avuto dubbi: ha lasciato l’Emilia Romagna e si è trasferito in Puglia. Cacioli a tutti gli effetti è stato il primo colpo in entrata dell’era De Laurentiis. Un acquisto mirato su chi conosce a menadito la categoria ed i trucchi per vincerla. Il centrale aretino, infatti, è al nono torneo in serie D e su otto precedenti ha conquistato ben cinque promozioni vincendo con le maglie di Perugia (2010-11), Ancona (2013-14), Rimini (2014-15), Parma (2015-16), Vis Pesaro (2017-18). Non piazze anonime, ma, nella maggior parte dei casi, compagini di grande blasone deputate all’immediata risalita. Evidentemente, Cacioli non ha paura delle responsabilità. Non a caso, è stato lui il primo capitano del nuovo corso societario, indossando la fascia nella trasferta di Messina, alla prima giornata dell’attuale torneo. Un onere che gli tocca puntualmente se è in campo e contemporaneamente manca Brienza, il capitano designato. La sua importanza si evince da altri due particolari.

Non erano in pochi ad avere dubbi sulla sua tenuta con un anno in più e già tante battaglie sulle spalle. Invece, il numero cinque biancorosso si è presentato in condizioni impeccabili, sciorinando una buona freschezza atletica, un senso dell’anticipo ancora spiccato, nonché l’abilità in marcatura di una scuola che oggi forse non insegna più certi valori. Il gol al Portici è un esempio lampante del suo stato di forma: raro vedere in serie D uno stacco così imperioso e potente su un cross forte e teso, come quello sfornato da Neglia. Non solo. La sua disponibilità nei confronti del gruppo è stata totale. Titolare inamovibile nei primi sei turni, ha poi subito la concorrenza di altri due “top”nella categoria come Di Cesare e Mattera, ritrovando un posto dall’inizio contro Città di Messina, Castrovillari e Gela, prima di domenica scorsa a Portici. Eppure, mai un mugugno: sempre il primo a sostenere i compagni, ad incitarli, ad entrare (se chiamato in causa) a gara in corso con il piglio del guerriero. Un leader in campo e fuori, insomma. Chissà se nei suoi sogni c’è una passerella in C: un’opportunità che il Bari potrebbe anche concedergli il prossimo anno, a condizione di tagliare il traguardo della promozione. Prima, però, c’è da chiudere al meglio un girone d’andata che prosegue con il tour de forse rappresentato dal turno infrasettimanale di domani al San Nicola con il Troina, quindi con la trasferta di domenica prossima a Castrovillari, campo designato del Rotonda. Scontato che il tecnico Giovanni Cornacchini attui un robusto turn over. Recuperato Brienza da una distorsione alla caviglia, vanno considerate le condizioni di Bolzoni, Floriano e Pozzebon, tutti alle prese con lievi acciacchi. In tal senso, sarà chiarificatrice la seduta di rifinitura in programma stamattina. Certa, invece, l’indisponibilità del secondo portiere Siaoulys, nonché di Hamlili che sarà squalificato.

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