L’estate ha una colonna sonora tutta sua. È fatta di ritornelli che si incollano alla memoria, di hit che invadono i media, ma anche di brani che raccontano un’Italia nostalgica, fatta di ombrelloni, lungomare e gelati sciolti al sole. La musica estiva è un vero e proprio genere trasversale, capace di adattarsi al passare del tempo mantenendo però un’identità ben riconoscibile: leggerezza, ritmo e un pizzico di evasione. In questo periodo storico, sembra quasi che le hit vengano costruite a tavolino, ma questa è un’altra storia. Negli anni Sessanta, la musica d’estate trovava casa in manifestazioni come Un disco per l’estate, una gara canora promossa dalla Rai e dalla Fonit Cetra che, dal 1964 al 2003, ha lanciato decine di brani diventati cult. A differenza di Sanremo, l’obiettivo era semplice: trovare la canzone che avrebbe accompagnato gli italiani per tutta la bella stagione. Tra le edizioni memorabili, si ricordano: Sapore di sale di Gino Paoli, Una rotonda sul mare Fred Bongusto, ma anche In the Summertime dei Mungo Jerry. Erano gli anni del jukebox e delle spiagge affollate, e quei brani si legavano all’immaginario estivo dell’epoca. Sempre in quegli anni, dall’America arrivavano i Beach Boys, re delle hit estive con brani come Surfin’ USA e Good Vibrations e, ancor prima, Summertime di George Gershwin, autentico standard jazz. A proseguire questa tradizione musicale italiana, sono arrivati i cosiddetti tormentoni, un termine spesso usato con accezione ironica, ma che racconta bene il fenomeno. Dal ritmo latino al pop più orecchiabile, la musica estiva degli ultimi decenni si è trasformata in un grande palcoscenico commerciale, dove ogni artista tenta di piazzare la canzone dell’anno. Non si contano più le hit che hanno fatto ballare generazioni: Bailando, Despacito, Roma-Bangkok, Italodisco. Ogni estate ha avuto il suo inno, pronto a dominare le classifiche e a risuonare ovunque, dai bar sulla spiaggia alle discoteche.
Eppure, accanto a queste produzioni più commerciali, resistono canzoni che hanno saputo diventare classici senza tempo. Estate – Bruno Martino (1960) scritta con Bruno Brighetti, è un capolavoro malinconico che capovolge l’idea solare della stagione, raccontando una storia di rimpianto e solitudine. Odio l’estate, canta Martino: uno dei più bei paradossi della musica italiana. Con il tempo il brano è diventata uno standard del jazz internazionale, reinterpretato da: João Gilberto, Jon Hendricks, Toots Thielemans, Chet Baker, Michel Petrucciani e gli artisti italiano come Mia Martini, Sergio Cammariere, Vinicio Capossela e Giorgio Poi. Un’estate al mare – Giuni Russo (1982), scritta da Franco Battiato e Giusto Pio, è un inno ironico e spensierato che racconta il sogno vacanziero di una donna che desidera fare il bagno per vedere da lontano gli ombrelloni. Una delle canzoni più amate di sempre, segna una svolta nella rappresentazione dell’estate al femminile. Con Summer on a Solitary Beach, Franco Battiato nel 1981 propone un l’incipit malinconico, Passammo l’estate su una spiaggia solitaria…, che si discosta dai tormentoni ritmati come Abbronzatissima o Tintarella di luna. Successivamente il brano è reinterpretato in duetto con Alice, e diventa uno dei classici assoluti della canzone estiva d’autore.
Tra ironia e iconicità, è impossibile dimenticare: Vamos a la Playa (1983) e L’estate sta finendo (1985) dei Righeira, Un’estate fa di Franco Califano (versione italiana di Une belle histoire di Michel Fugain, incisa anche da Mina). Negli anni più recenti, la musica estiva si è rinnovata attraverso nuove sonorità, ma mantenendo la stessa forza evocativa: Vento d’estate di Gazzè, Fabi, Silvestri, Estate dei Negramaro, Mare Mare di Luca Carboni, Bella d’estate di Mango, fino a Estate in città di Marracash. Indimenticabile resta Un’estate italiana (Notti magiche) di Giorgio Moroder, Edoardo Bennato, Gianna Nannini (inno dei Mondiali 1990). La musica estiva non è solo una colonna sonora stagionale: è un riflesso culturale, un archivio emotivo, un caleidoscopio di emozioni tra leggerezza, nostalgia e sogno. Ogni canzone ha il potere di farcela ricordare.
Guida all’ascolto
“BEAUTY IN YOUR WAKE” di FINK
Dal 5 luglio è disponibile l’ottavo album in studio di Fink - nome d’arte di Fin Greenall- dal titolo “Beauty in Your Wake”. Fink, che si avvale della costante collaborazione di di Guy Whittaker (basso) e Tim Thornton (batteria), è un artista che continua a mostrare la sua impronta distintiva folk-tronica e soul. Un percorso iniziato prima come dj e producer per la prestigiosa etichetta Ninja Tune, poi, dal 2000 abbandonando l’elettronica, con uno stile da cantautorato blues e folk, che gli è valso la collaborare con John Legend ed Amy Winehouse. Il ritorno in studio, offre un’opportunità unica per cogliere ulteriori profondità e significati della sua proposta. Questa volta Fink, ha sostituito l’idillio della Cornovaglia, dove ha registrato la versione originale di “Beauty In Your Wake”, con lo storico paradiso analogico dello studio Lowswing di Kreuzberg, a Berlino: un covo vibrante e pieno di apparecchiature che in passato ha ospitato anche Nick Cave e Die Krupps.
“LA MACCAIA” di GAIA BANFI
Esce anche in formato fisico “La Maccaia”, album della cantautrice, produttrice e polistrumentista Gaia Banfi, nuova promessa della scena musicale italiana. Il disco si muove sulle tracce dei ricordi per raccontare una storia fuori dal tempo, usando un linguaggio molto personale nel quale convivono canzoni d’autore, pop e sperimentazioni elettroniche. Ipnotica e magnetica, la sua musica è una seduzione sottile, inafferrabile, un’emozione che si insinua nella mente con delicatezza, un invito a perdersi nella sua bellezza. Una passione che tocca le corde più profonde dell’anima, senza la foga travolgente dei sensi, ma con l’intensità di un sentimento puro e profondo. La maccaia è una particolare condizione meteorologica, che si verifica esclusivamente nel Golfo di Genova quando soffia lo scirocco, il cielo si copre e l’umidità raggiunge livelli molto elevati creando così una sorta di substrato nebbioso che cavalca il mare e si confonde con esso.
















