Ciak
Una moderna Cenerentola
"Anora", Palma d'Oro a Cannes si candida da protagonista agli Oscar
Storia di un sì. Il classico sì, quello che nelle fiabe romantiche unisce la povera ragazza al giovane principe. Chiamatela Cenerentola o Pretty Woman, oppure chiamatela Anora, come l’eroina del nuovo film dell’indipendente americano Sean Baker, Palma d’Oro al Festival di Cannes e, potete scommetterci, tra i protagonisti della prossima Notte degli Oscar. Nata in America ma di origini russe, Anora balla e si spoglia sul palco di un locale di Brighton Beach, a Brooklyn: lo slang newyorchese è la sua prima lingua, ma il russo lo parla bene perché accudisce l’amata nonna uzbeka, ed è per questo che il suo capo le affida le cure del giovane Ivan, facoltoso russo in vacanza americana. La ragazza è una che sa farci e Ivan si lega sinceramente a lei.
Perché non bisogna dimenticare che siamo in un film di Sean Baker, maestro di quell’indipendentismo del cinema americano che accarezza i cliché hollywoodiani coi guanti di un metodo libero da preconcetti produttivi ed espressivi. Potete immaginarlo come un neorealista del XXI Secolo, se non vi scandalizza l’idea, nel senso che è uno che riscrive nel magma pulsante della vita quotidiana i drammi e le commedie che abbiamo imparato a conoscere nelle narrazioni primarie delle nostre affabulazioni. O, se preferite, è uno che ci insegna a guardare il mondo e le persone ad alzo zero, scoprendo nel reticolo dei quartieri, tra i suoni dei caseggiati e il fumo delle metropolitane quella vita e quelle storie che i zavattiniani cercavano sui tram... Tutti gli eroi e soprattutto le eroine di Sean Baker sono figure simpaticamente ammaccate dagli urti della vita: che siano pornostar (Starlet), prostitute transgender (Tangerine), toyboy (Red Rocket) o bimbi parcheggiati in un complesso residenziale popolare in attesa di visitare Disney World (Un sogno chiamato Florida), questo regista del New Jersey offre immancabilmente un’occasione a personaggi che rimestano empaticamente nei loro stessi drammi, in cerca dell’energia per uscirne indenni. Anora è un perfetto prototipo bakeriano, autentico vettore di un’energia narrativa che spinge il film nelle tante sfumature del rosa di cui si colora.