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In Puglia e Basilicata

Terlizzi, floricoltura in crisi a rischio 400 lavoratori

Terlizzi, floricoltura in crisi a rischio 400 lavoratori
di MASSIMO RESTA
Primi tagli al personale dalle 460 aziende della città. Una situazione difficile aggravata anche dal mancato rinnovo del contratto provinciale del lavoro. Coinvolti anche gli agricoltori
• E a Martina Franca i «cappottari» non cuciono più

15 Marzo 2009

Anthuriumdi MASSIMO RESTA 

TERLIZZI - La crisi finanziaria che serpeggia da tempo anche a Terlizzi, costringendo l’80% dei cittadini a rivolgersi agli uffici dei servizi sociali comunali di largo La Ginestra ed al centro Caritas «Santa Luisa» di corso Vittorio Emanuele per chiedere un sostegno di natura economica per poter pagare bollette e canoni di locazione delle loro case, non risparmia nemmeno la floricoltura, settore che un tempo era uno dei pilastri su cui si fondava l’economia cittadina. Oggi, invece, è un comparto in crisi. 

«Non essendo un prodotto “food” - spiega il floricoltore terlizzese Angelo Pischetola - il fiore è molto penalizzato. Non solo la crisi economica ma anche la mancata apertura del nuovo mercato floricolo di via Mariotto spingono le aziende florovivaistiche terlizzesi a ridurre il personale. Se si tiene conto che a Terlizzi le aziende censite sono 460 e che stanno tagliando i propri dipendenti di una o due unità ciascuna, a rischio - sottolinea ancora Pischetola - sono 400-500 posti di lavoro». A questo si deve aggiungere «l'aumento dei contributi da 11.50 a 23 euro, altra tegola per gli operatori florovivaistici cittadini, e l’alto costo dell’energia elettrica nelle serre. Se fosse eliminata la quota fissa nelle campagne - rimarca Angelo Pischetola - il peso delle bollette sarebbe meno esoso per le nostre tasche. Calato il costo del gasolio ci vorrebbe anche una maggiore manutenzione dei pozzi irrigui per evitare che si guastino e non siano disponibili per gli operatori floricoli. La burocrazia - conclude il floricoltore Angelo Pischetola - impedisce dallo scorso mese di settembre il ripristino del pozzo n. 7, indispensabile per l’irrigazione floricola». 

Una situazione difficile, aggravata anche dal mancato rinnovo del contratto provinciale del lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti. Le segreterie di Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, hanno proclamato lo stato di agitazione della categoria, intendendo coinvolgere istituzioni locali a tutti i livelli affinché lo sviluppo e la modernizzazione dell’agricoltura non sia caratterizzata dalla diminuzione dei salari, la diffusa illegalità, l’evasione contributiva ed il mancato rispetto dei contratti. Il 17 aprile prossimo i lavoratori agricoli e florovivaistici di Terlizzi incroceranno le braccia per dar vita ad una giornata di mobilitazione e di sciopero generale con manifestazione conclusiva nel capoluogo pugliese a sostegno della chiusura immediata dei contratti provinciali. In vista di questo evento ma anche della manifestazione nazionale di Roma del 4 aprile prossimo, la Cgil di Terlizzi ha indetto una pubblica assemblea che domani, alle 18.30, si terrà presso la sede del circolo «Gesmundo» di corso Vittorio Emanuele. Interverranno il coordinatore della locale Cgil Flavio Omobono ed il segretario generale della Cgil di Bari Pietro Colonna. Nel corso della riunione, infine, si potrà votare per il referendum sugli accordi separati, per il quale la Cgil si è espressa per il «no».
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