Martedì 25 Febbraio 2020 | 10:40

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wi-fi gratuito

Internet per tutti, progetto
targato Regione Basilicata

wi fi gratis

di GIOVANNI RIVELLI

POTENZA - Una grande rete di WI Fi pubblico aperto a tutti i cittadini e federata alle reti nazionali in modo da consentire l’accesso anche alle reti extra-regionali a tutti i lucani registrati qui e offrire connettività anche ai turisti.

C’è un progetto ambizioso varato dalla Regione Basilicata grazie ad un avviso pubblico del dirigente dell’Autorità di Gestione del Po Fesr, Antonio Bernardo, approvato dalla giunta nello scorso febbraio e ora in attesa di manifestazione di interesse da parte di comuni e aziende Sanitarie e ospedaliere dopo essere stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione lo scorso primo marzo. Per candidarsi a rientrare in questa rete i comuni e le Asl hanno tempo altri circa 20 giorni, vale a dire fino alle ore 12 del prossimo 16 aprile, e, anche se al momento si tratta delle sole manifestazioni di interesse, è bene evitare di perdere l’occasione.

In pratica l’idea è quella di mettere su, utilizzando i finanziamenti del Po Fesr, una rete di access point Wi Fi che di connettività internet libera a tutti i cittadini coprendo i maggiori punti di interesse, come luoghi di ritrovo, piazze, biblioteche, edifici pubblici, parchi, musei località turistiche e strutture sanitarie, ma anche reti di trasporto pubblico. A tal fine si pensa a una rete composta massimo da tre punti di accesso nei piccoli comuni, quelli con meno di 5mila abitanti (in regione ce ne sono 102), 5 punti di accesso per quelli tra i 5mila e i 15mila abitanti (sono 25) e 10 punti di accesso per i 5 centri con più di 15mila abitanti. A questi numeri vanno poi aggiunti quelli delle aziende sanitarie. A conti fatti, così, si potrebbe arrivare ad una rete che su base regionale potrebbe giungere a 400 punti di accesso. Non copertura totale, dunque, ma comunque tanto.

La rete dovrà essere dimensionata anche sulla base delle stime degli utenti che ciascun punto di accesso (alla cui localizzazione è chiamato l’ente proponente) potrebbe servire e potrà integrarsi tanto con eventuali punti di accesso già esistenti, tanto con la rete «Wi Fi Italia» la rete nazionale di accesso gratuito ad internet strutturata su base federale.

Per il programma al momento, trattandosi ancora della sola fase di manifestazione di interesse, non c’è ancora una previsione di spesa, ma non è eccesso di ottimismo dire che i fondi dovrebbero già esserci. Se se il Po Fesr già prevedeva un Obiettivo tematico «soluzioni tecnologiche per l’alfabetizzazione e l’inclusione digitale» ma nel comitato di sorveglianza del giugno dello scorso anno è stata approvata una nuova modifica degli interventi che ha esplicitamente previsto l’inserimento di una nuova azione tendente a «stimolare la diffusione e l’utilizzo del web, dei servizi pubblici digitali e degli strumenti di dialogo, la collaborazione e partecipazione civica in rete con particolare riferimenti ai cittadini svantaggiati e alle aree interne e rurali finalizzata - e qui siamo al punto - all’installazione di apparati Wi-Fi per l’accesso gratuito ad internet nelle piazze, biblioteche, edifici pubblici, parchi, musei e località turistiche, strutture sanitarie e centri di aggregazione anche mediante apparati montati su postazioni fisse o su mezzi di trasporto».

Chiaro che i fondi, quindi, ci sono e la manifestazione d’interesse è la fase preliminare per predisporre un bando che, ovviamente, dovrà contenere indicazioni precise su cosa realizzare e dove realizzarlo. La rete, insomma, arriverà forse non domani, ma dopodomani, ma per averla bisogna muoversi oggi.

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