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In Puglia e Basilicata

Mancano i vigili urbani: traffico "pazzo" a San Pietro Vernotico (Brindisi)

14 Marzo 2009

SAN PIETRO VERNOTICO - San Pietro Vernotico in un giorno di ordinaria follia: macchine in doppia fila, in alcuni casi anche in tre file, traffico impazzito in centro, intasamenti ed un piano viario che non decolla. In mezzo, anche la centralissima via Brindisi con i suoi automezzi che attendono per scaricare e il suo inquinamento, ed ora anche piazza San Pietro con le auto parcheggiate e il traffico sempre più intenso. Se poi ci si aggiungono le continue proteste dei cittadini e il rebus dei parcheggi inesistenti, si capisce quant'è duro, a San Pietro, transitare. 

Ormai la grave carenza di vigili urbani è sotto gli occhi di tutti: con poche unità in servizio che devono, tra l’altro, fronteggiare ferie, riposi, permessi e malattia. In città in alcuni giorni ed in particolare in alcune ore di punta, determinate vie diventano un gran caos: auto parcheggiate un po' ovunque, gente che si ferma per strada per parlare dall’interno dell’auto, auto posteggiate finanche sui marciapiedi, nelle vicinanze dei bar senza tenere in considerazione gli scivoli riservati ai diversamente abili. Si parcheggia pure in piazza del Popolo, e si transita addirittura sulla zona pedonale per raggiungere la via San Pietro. 

Non ci sono più dubbi, la città è malata di traffico. Un male antico. Un male mai combattuto, che sta assumendo connotati di virulenza acuta. Ma anche un male che dovrebbe essere risolto con interventi concreti: non con le solite promesse e soluzioni tampone. Pessimismo? No, semplicemente realismo visto che, non è possibile risolvere il problema senza modificare l’attuale modello strutturale ed organizzativo della città: insomma non è solo un problema di disporre di infrastrutture più adeguate ed efficienti. È anche e soprattutto un problema di una ridefinizione delle funzioni urbane e dell’affermarsi di una «nuova cultura» del vivere nella città. In sostanza il male viene da lontano ed oggi si scontano errori accumulatisi negli anni. Un’unica ricetta alla soluzione del problema non c'è. Da un lato possono venire in aiuto le tecnologie (veicoli a basso impatto, sistemi telematici per la gestione del traffico e l’infomobilità) ma il primato è della politica. In particolare, per invertire la tendenza (per passare da quello che per gli esperti è il circolo vizioso della mobilità all’auspicato circolo virtuoso) occorre mettere in atto interventi strutturali. 

Tutte le amministrazioni che si sono succedute, per esempio, sembra non abbiano mai chiesto uno studio sull'inquinamento ambientale, in particolare modo proprio sulla principalissima via Brindisi. Eppure nella sala consiliare si è discusso e si continua a discutere molto di ecologia, di sensibilità «verde» di città a misura d’uom o. Per il traffico il problema è ancora più grave: stiamo parlando della tutela del cittadino, della sicurezza nelle strade, della possibilità di fare una passeggiata in centro senza correre il rischio di rimanere avvelenati. Un avvelenamento quotidiano, proprio sulla via Brindisi, in tutte le ore della giornata, in particolare quando la fila delle auto, specie nei giorni festivi, diventa lunga almeno un paio di chilometri, con centinaia di auto a motore acceso e le coppie con i bambini che passeggiano.
GIUSEPPE DE MARCO
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