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In Puglia e Basilicata

Brindisi, Trenitalia chiude scalo merci in zona industriale

Brindisi, Trenitalia chiude scalo merci in zona industriale

BRINDISI - Trenitalia ha deciso di sopprimere alcune stazioni di traffico diffuso tra cui Brindisi. Esattamente quella del centro intermodale di Bozzano. La senatrice Poli Bortone, ha presentato una interrogazione al ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteoli.

13 Marzo 2009

BRINDISI - Trenitalia ha deciso di sopprimere alcune stazioni di traffico diffuso tra cui Brindisi.

La senatrice Poli Bortone, ha presentato una interrogazione al ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteoli per sapere «se e come intenda intervenire per fare in modo di ristabilire un riequilibrio negli interventi sul trasporto merci fra Nord e Sud alla luce della circolare di Trenitalia». 

Trenitalia Cargo, disegna la nuova rete degli scali merce, passando da 314 del 2007 fino ai 199 odierni. «Peccato - sostiene Paolo de Benedetto, dell’azienda Legnobotti - che I tagli riguardano soprattutto l’Italia meridionale. Trenitalia ha deciso per la seconda volta in cinque anni, di sopprimere alcune stazioni al traffico diffuso, tra cui Brindisi».

«L’ennesima ingiustizia - aggiunge de Benedetto - alle speranze di sviluppo del Sud. In Puglia avremo soltanto Bari che dovrà gestire il traffico delle merci su ferrovia, comunque insufficiente a garantire un adeguato servizio, costringendo le imprese a coprire il restante tragitto su gomma. Nel 2008 la Legnobotti, di imballaggi nella quale opero, ha ritirato dalla sola Austria piu di 200 vagoni di legname. Se si considera che un vagone equivale a 2 autotreni e mezzo, tale restrizione comporterà una movimentazione su gomma, più del doppio dei carri ferroviari, con conseguente costo aggiuntivo per le merci ed un maggiore traffico di tir sulle nostre strade».


«Io mi domando precisa de Benedetto -: ma Trenitalia, non dovrebbe sviluppare il traffico ferroviario, per abbattere i costi del trasporto merci ed attenuare, almeno in questo, l'immenso divario tra Nord e Sud? Forse preferisce far dirottare tutto il trasporto su gomma considerando il minor costo del petrolio, oggi. Forse Trenitalia nella sua visione geografica dell’Italia si dimentica che la Puglia ha cinque provincie più la nuova BAT tutte con egual diritto di sviluppo e di crescita economica e non solamente una, anche se capoluogo di regione. Le infrastrutture efficienti aiutano le aziende a contenere i costi, rendendole più competitive in un ottica di mercato aperto e competitivo. La restrizione del traffico diffuso, dello scalo merci di Brindisi, in un momento in cui la recessione è mondiale, è una perdita di infrastrutture vitali strettamente connesse all'attività economica del territorio».


«Questa soppressione - dice de Benedetto - non farà altro che aggravare ulteriormente, le difficoltà delle piccole e medie imprese locali che con grande sacrificio sia degli imprenditori che delle famiglie, tentano e tenteranno di fare fronte alla crisi. Non dimentichiamo infatti che è sempre l’utilizzatore finale a pagarne le conseguenze, con prezzi dei prodotti al consumo sempre più cari. La decisione di limitare il traffico diffuso delle merci, dopo l'entrata in vigore delle restrizioni, oltre al problema contingente dei maggiori costi per le aziende, non direttamente posizionate in prossimità di questi scali, che dovranno optare per il via gomma, vi é la concreta possibilità di intasamento dovuto all'alta concentrazione del traffico ferroviario e conseguente congestione degli scali rimasti aperti, come quello di Bari, unico in Puglia. Verrà a mancare un collegamento diretto tra le Nord e Sud, e tra la stessa Puglia, già lunga geograficamente. Il mio appello, da cittadino ed imprenditore è rivolto agli amministratori locali affinché non ignorino le necessità della città. Trenitalia non conosce le potenzialità del territorio. I nostri amministratori e politici invece si, almeno dovrebbero».

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